Coronavirus, Lamorgese: “A natale più controlli nelle vie dello shopping e frontiere”

La ministra dell'Interno si è espressa in merito ai controlli più serrati nelle vie dello shopping e alle frontiere

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Modello Merkel, Assembramenti nei negozi
christmas in shopping mall

Nella serata di ieri, il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha illustrato il nuovo Dpcm in vigore da oggi e fino al prossimo 15 gennaio. I punti salienti del decreto riguardano in particolare le feste natalizie: “25, 26 dicembre e primo gennaio non ci si potrà spostare nemmeno tra comuni. Tutti gli altri giorni i negozi saranno aperti fino alle 21 per permettere agli italiano lo shopping natalizio”, ha detto il premier.

Tuttavia, restano ancora molti dubbi tra i cittadini, soprattutto per quanto riguarda la colorazione delle regioni. Su questo punto dovrebbe esprimersi entro oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale ha dichiarato che quasi tutta l’Italia diventerà un corridoio giallo.

LE PAROLE DI LUCIANA LAMORGESE – La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha rilasciato un’intervista a La Stampa e ribadito la necessità di fare i controlli soprattutto nelle vie dello shopping e alle frontiere. “Con i negozi aperti in tutte le Regioni, va da sé, soprattutto in prossimità del Natale, che la voglia di socialità degli italiani avrà il suo sfogo naturale nelle vie dello shopping. Per questo le forze di polizia continueranno a svolgere i controlli necessari con l’impegno e l’equilibrio di sempre” ha dichiarato la ministra.

“Dal 1 ° settembre al 30 novembre, sono state controllate oltre sei milioni di persone e circa un milione di attività commerciali, con 50 mila sanzioni e quasi duemila denunce. Certo, a marzo, con il lockdown generalizzato, era più semplice controllare e sanzionare mentre oggi, con tutte le attività economiche aperte, spetta anche ai singoli cittadini assumere comportamenti per evitare assembramenti pericolosi” ha continuato Lamorgese.

“Siamo entrati in una fase molto delicata del contrasto alla pandemia in cui si cerca di contemperare l’esigenza di non paralizzare una seconda volta le attività economiche con l’obiettivo, primario, di contenere la diffusione del virus. Il problema si porrà in particolare a Natale, quando sono più frequenti gli spostamenti da e per l’estero: e dunque anche chi decide di oltrepassare i confini nazionali dovrà sottoporsi a controlli più serrati al momento del rientro in Italia” ha spiegato la ministra.

IL PROBLEMA DELL’ORDINE PUBBLICO – Per quanto riguardano le manifestazioni violente a Napoli, Torino e Milano, la ministra Lamorgese si è espressa così: “È successo quasi sempre quando nelle piazze si sono infiltrate frange dell’estrema destra, dell’antagonismo di sinistra e alcune organizzazioni che fanno riferimento al tifo violento negli stadi. A Napoli la magistratura sta procedendo anche per reati in cui si configurano legami alla criminalità organizzata mentre a Milano e a Torino, a provocare gli scontri con le forze di polizia, c’erano anche giovanissimi con precedenti: italiani e stranieri residenti di seconda e terza generazione. Fin qui, dato un contesto di crisi sociale ed economica senza precedenti, il bilancio per l ‘ordine pubblico si può considerare positivo, tenendo anche conto che, nel rispetto delle norme anti Covid 19, si sono potute svolgere tutte le legittime manifestazioni di protesta indette dalle categorie economiche colpite dalla crisi”.