Coronavirus, le differenze tra i vaccini Pfizer e Moderna

Ecco le principali differenze tra i due vaccini approvati dall'Ema

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La campagna vaccinale ha preso piede in tutto il mondo, seppur con molta difficoltà a causa delle somministrazioni e dello scarso personale sanitario. In Italia, le vaccinazioni sono iniziate il 27 dicembre e, ad oggi, il numero delle persone alle quali è stato somministrato il vaccino si aggira attorno ai 750 mila. La Lombardia è prima nelle somministrazioni ma la regione Umbria ha utilizzato il 104% delle dosi.

L’Italia, tra i paesi europei, è quella che nella giornata di ieri ha effettuato il maggior numero di vaccini. Lo segnalano le fonti di Palazzo Chigi che hanno pubblicato i risultati riportati da Our world in data. I due vaccini autorizzati sono quelli delle aziende Pfizer-BionTech e Moderna, vediamo le maggiori differenze tra i due.

LE DIFFERENZE TRA PFIZER E MODERNA – Il vaccino del colosso farmaceutico Pfizer-BionTech è stato autorizzato il 21 dicembre 2020 mentre quello di Moderna il 6 gennaio 2021. Entrambi usano la stessa tecnologia e hanno registrato la stessa percentuale di risposte positive nei test ovvero il 95%, tuttavia, presentano alcune differenze.

La prima riguarda lo stato di conservazione dei vaccini: quello Pfizer ha bisogno di essere conservato a -70 gradi Celsius circa. Per questo motivo, la casa farmaceutica spedisce le scatole con le dosi assieme a ghiaccio secco e dotate di sensori Gps. D’altro canto, il vaccino Moderna può essere conservato a una temperatura che varia dai 2 gradi a 8 gradi per il breve periodo di 30 giorni e fino a -20 gradi se vanno tenuti nel congelatore per sei mesi.

Anche gli intervalli tra prima e seconda dose e il raggiungimento dell’efficacia massima sono diversi: il vaccino Pfizer, dopo la somministrazione della seconda dose, ci impiega 7 giorni per raggiungere l’efficacia massima, mentre quello di Moderna 14 giorni. Diversi sono anche i costi: ogni dose di Pfizer costa circa 20 dollari, quelle di Moderna fino a 25 dollari. Il primo è stato autorizzato su persone dai 16 anni di età in su mentre il secondo, dai 18. Sono simili anche i possibili effetti collaterali, dal mal di testa alla febbre ai dolori muscolari e brividi di freddo, ma nel caso del vaccino Moderna, si verificano solo con la seconda dose.