Coronavirus, Luca Richeldi: “Bisogna prepararsi ad un aumento dei contagi dopo l’estate vissuta giustamente in libertà”

Il professore dell'ospedale Gemelli mette in guardia i cittadini e le istituzioni

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Fonte: insalutenews.it

La variante delta del Coronavirus è ancora abbastanza sconosciuta ma gli studiosi sono all’opera per poterla contrastare. Al momento è l’unica evoluzione della pandemia a far paura ai cittadini, i quali vengono continuamente esortati a fare il vaccino. Il professor Luca Richeldi ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista per fare il punto della situazione.

CHI È IL PROF RICHELDI – L’anno scorso, il professore dell’Ospedale Gemelli di Roma ha avuto un ruolo da protagonista e ha affiancato spesso la Protezione civile. Inoltre, è il massimo esperto di fibrosi polmonare idiopatica e Direttore del Centro per le Malattia Rare del Policlinico di Modena. Infine, è Direttore di Pneumologia del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Questi sono solo alcuni dei titoli del professore.

LE DICHIARAZIONI AL CORRIERE DELLA SERA – In questi giorni, il prof. Richeldi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera e fatto il punto della situazione. “Troppe persone oltre i 60 anni non colgono l’appuntamento con i centri di somministrazione e restano vulnerabili al virus. Tra 70 e 80 anni la letalità è del 10%, quindi il rischio non si è estinto. Sono molto preoccupato per loro. Ci vuole una campagna di sensibilizzazione rivolta a questa fascia di età. Oppure andiamo a cercarli casa per casa per avviare un dialogo costruttivo” ha esordito lo pneumologo e protagonista del Cts nell’ultimo anno.

“Bisogna prepararsi a un possibile aumento dei contagi dopo un’estate giustamente vissuta in libertà. Spero che tutti trascorrano questi mesi con senso di responsabilità e consapevolezza. Il virus c’è ancora nel mondo e più resta in giro più cresce la possibilità che emergano mutazioni capaci di bucare i vaccini. Non si può certo rischiare” ha continuato.

“Le fughe in avanti di alcune Regioni che hanno saltato il criterio dell’età nell’aprire l’agenda degli appuntamenti per sfidarsi a chi vaccina di più non mi sono piaciute. Non conta solo quante dosi vengono somministrate ogni giorno ma chi le riceve. Il primo obiettivo è la protezione dei vulnerabili” ha aggiunto il professore.

“Purtroppo sappiamo che il contenimento epidemiologico, cioè le cosiddette zone rosse, sono efficaci nel ridurre la circolazione virale e se dovessimo trovarci di fronte alla circolazione di una variante più contagiosa e diffusiva, soprattutto in presenza di una mancata vaccinazione di quella popolazione, a quel punto la zona rossa sarebbe l’unica opzione percorribile ha concluso.