Coronavirus, mutazione inglese: primo caso in Italia, è una donna

La mutazione inglese spaventa l'Italia

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Coronavirus, Fonte Pixabay, autore Mattthewafflecat

La mutazione del Covid-19 registrata nel Regno Unito spaventa l’Italia, che subito si è mossa per annullare i voli provenienti da questo Paese. Nonostante la tempestività del governo, purtroppo un primo caso si è già registrato e prontamente isolato.

PRIMO CASO IN ITALIA DELLA VARIANTE INGLESE – La variante inglese del Covid-19 si sta rapidamente diffondendo, anche se gli esperti hanno rassicurato i cittadini per quanto riguarda l’aggressività del virus. La mutazione non è più aggressiva ma sicuramente più rapida nel diffondersi. 

Il primo caso che si è registrato in Italia è una donna italiana e si trova a Roma, in isolamento con il convivente rientrato alcuni giorni fa dal Regno Unito. La donna presenterebbe una carica virale molto alta e si sarebbe sottoposta al tampone molecolare nei giorni scorsi, probabilmente in un drive in. A quanto si apprende, anche il suo compagno dovrebbe essere positivo e in isolamento poiché tornato dal Regno Unito dove si trovava per lavoro. In via precauzionale anche i parenti e contatti stretti della coppia sono in quarantena.

Il ministero della Salute, in una nota, ieri aveva annunciato: “Il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del virus SARS-CoV-2 proveniente da  un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna. Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti  stretti, tutte le procedure stabilite dal Ministero della Salute”.

Inoltre, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha commentato questa variante inglese alla trasmissione Mezz’ora in Più: “Il virus ha capacità di diffusione di circa il 70% più significativa, come misura di precauzione abbiamo deciso di bloccare i voli per la Gran Bretagna, per dare ai nostri scienziati la possibilità di comprendere la portata del virus che abbiamo di fronte. Tutto questo rende ancora più importanti le misure di precauzione e cautela prese in questi giorni”.