Coronavirus, parla il virologo Giulio Tarro: “Sono contrario al lockdown”

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Coronavirus, Fonte Pixabay, autore Mattthewafflecat

Nell’ultimo periodo, ma soprattutto nelle ultime ore, a dividere l’Italia sono le disposizioni prese per fermare la vertiginosa salita dei positivi al Coronavirus. Negli ultimi giorni a dire la sua riguardo la situazione Covid-19 è stato il virologo Giulio Tarro, primario emerito dell’ospedale Cotugno di Napoli. La Campania è stata infatti una delle Regioni più colpite, ma che da ieri risulta nella zona gialla, ossia la fascia in cui rientrano le zone a aree moderato.

“Il virus in estate si era affievolito…” – In un’intervista a Il Mattino, Tarro ha parlato del tanto discusso argomento dei numeri dei contagiati. Riguardo ciò, il virologo ha ribadito la bassa percentuale della letalità del virus: “I dati ci dicono che la letalità non supera il 5 per cento e che il 98 per cento dei positivi sono asintomatici”.

Parlando sempre del numero dei contagi maggiori rispetto a questa primavera, il medico ha spiegato che ciò è dovuto anche al maggior numero dei tamponi effettuato negli ultimi mesi. “Il virus in estate si era affievolito, poi ci sono state alcune condizioni esterne  che hanno riattivato la diffusione”. Secondo Tarro, le condizioni che avrebbero portato ad un nuovo aumento sarebbero state le possibilità di poter fare vacanze all’estero e dell’apertura del turismo italiano agli altri Paesi.

La crescita dei positivi ha riportato al collasso la sanità italiana, creando nuova preoccupazione per i posti letto in terapia intensiva e i pronto soccorso. Nonostante il timore mostrato da molti, il virologo ha dichiarato: “Facendo riferimento ai dati, il 70 per cento di chi arriva nei Pronto Soccorso è in codice verde. La gente si preoccupa al minimo sintomo che non avrebbe bisogno di cure ospedaliere”.

“Contrario al lockdown” – Già nelle ultime settimane si era discusso di un possibile lockdown, una chiusura più soft rispetto a quella avvenuta a marzo. Su questo argomento, Giulio Tarro si è detto contrario: “Non bisogna perdere la calma. L’anno scorso, di questi tempi, l’influenza costrinse a letto sei milioni di persone. In un anno, le vittime sono state dieci mila”.