Coronavirus, PIL in caduta libera: servono misure eccezionali soprattutto nell’agroalimentare

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Succhi di frutta
Succhi di frutta

Gli effetti del Coronavirus ci accompagneranno ben oltre la fine dei contagi e la diminuzione di ospedalizzati e deceduti. L’industria italiana e il settore agroalimentare dovranno fronteggiare una delle crisi più profonde della storia e diventerà necessario attuare nuove manovre economiche per sostenere aziende e cittadini impegnati nei due settori produttivi.

A lanciare l’allarme ci hanno pensato, in rapida successione, la giunta Bonaccini appena insediatasi in Emilia Romagna e il Ministro alle politiche agricole Teresa Bellanova, preoccupati per il destino del settore agrario e manifatturiero rimasto senza manodopera. La piaga del lavoro nero è ancora difficile da estirpare da un territorio, quello italiano, tante volte invischiato nel problema del sommerso e del caporalato.

Per questi motivi si dovrà obbligatoriamente provvedere a stipulare una sanatoria che permetta alle famiglie, che fanno affidamento sugli introiti del settore, di provvedere alle proprie necessità durante questi tempi bui. Al vaglio del Governo, anche grazie alle iniziative intraprese da Lega e Fratelli d’Italia, diverse misure di lotta alla povertà nell’agroalimentare che spingono alla riflessione su almeno due possibili soluzioni.

La prima è quella di istituire dei speciali voucher per dare la possibilità di impiegare nei campi i lavoratori in cassa integrazione o di altri settori che si sono fermati. La seconda opzione è rappresentata dall’impiegare nelle attività agricole tutti i cittadini che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, così come già stabilito dal “patto sociale” con cui si entrava nelle fila degli aventi diritto.

Intanto nella prossima bozza del DPCM che con tutta probabilità dovrà ufficializzarsi in settimana, ci sarà l’introduzione di uno speciale “Reddito d’Emergenza“, ossia un indennizzo per dipendenti e liberi professionisti che li aiuti a fronteggiare l’attuale crisi lavorativa. Intanto dal Centro Studi di Confindustria si apprende una stima in calo del PIL pari al 5%, un vero e proprio shock per l’economia di uno dei Paesi più industrializzati del mondo. Riprendersi non sarà semplice. Studiare manovre in grado di aiutare famiglie e imprese è doveroso.