Coronavirus, riapertura delle scuole a gennaio a rischio: protesta dei professori

L'intenzione di trasformare in un'unica zona rossa l'Italia, durante le feste natalizie, preoccupa gli addetti scolastici e i professori

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Banchi di scuola
Banchi di scuola

In queste ore il governo è impegnato a designare un ulteriore stretta sulle festività natalizie, probabilmente dal 24 dicembre al primo gennaio. La proposta è questa: rendere l’Italia un’unica zona rossa (o eventualmente arancione) per ridurre al minimo i contagi durante queste giornate di festa. Inevitabilmente, questa decisione farebbe slittare l’idea di riaprire le scuole il 7 gennaio.

SCUOLA A RISCHIO – La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sta lavorando per garantire un sicuro ritorno tra i banchi di scuola, soprattutto per quanto riguardano le scuole superiori. Il ministero dell’Istruzione farà il punto a fine anno per capire se il Dpcm che ha fissato la data reggerà oppure no. Tuttavia, da risolvere è la questione trasporti, mezzi pericolosi per la diffusione del virus.

“Prioritario è potenziare il sistema dei trasporti” hanno fatto sapere i sindacati con Lena Gissi della Cisl scuola. “Per la ripresa in presenza non basta stabilire una data, bisogna fare in modo che per quella data ci siano tutte le condizioni per rientrare in sicurezza. Purtroppo ciò non sta avvenendo proprio sul fattore su cui andrebbe posta maggiore attenzione, cioè il sistema di trasporto pubblico” ha continuato. Il Comitato Priorità alla scuola, invece, non ci sta e il 23 dicembre, ultimo giorno di lezioni, tappezzerà gli istituti in tutta Italia con cartelloni e striscioni e la scritta: “Ci si vede il 7”.

Rimane, inoltre, il problema del tracciamento dei contagi nelle classi, risultato inefficiente nei mesi di apertura. “Si farà pagare alle scuole la scelta di aver riaperto tutto, il contrario di quello che ha fatto la Merkel. Un’altra volta l’istruzione viene messa all’ultimo posto, non è possibile. Mi chiedo come non si possano vedere i disagi creati nei ragazzi. Continueremo a mobilitarci affinché ciò non avvenga, e siamo sempre di più” fa sapere Costanza Margiotta, voce di Priorità alla scuola.

“Per quanto riguarda la risalita dei contagi e un eventuale slittamento della ripresa delle lezioni presenza, ci rimettiamo ovviamente a quanto decideranno le autorità sanitarie. […] Prioritario è, lo ripetiamo, il potenziamento del sistema del trasporto pubblico” spiega Antonello Giannelli, presidente Anp. “La riapertura delle scuole è un traguardo che tutti auspicano avvenga il prima possibile, magari dopo le feste, ma è ancora presto per dire quando riaprire le scuole superiori. Dobbiamo tenere bassa la circolazione virale” dichiara il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Tuttavia, le Regioni frenano.