Corte Suprema USA, Obama nomina Merrick Garland

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All’indomani del Super-Tuesday, che ha visto trionfare Hillary Clinton e Donald Trump, Barack Obama scioglie le riserve sulla nomina del nuovo giudice della Corte Suprema, nominando Merrick Garland. 63 anni, ebreo, originario di Chicago e giudice della Corte d’Appello del distretto di Columbia, Garland è stato nominato per coprire il posto lasciato vacante dal conservatore Antonin Scalia, morto lo scorso 13 Febbraio.

In caso di conferma della nomina, diverrà il 113esimo giudice nella storia della Corte Suprema (carica, questa, che si ricopre a vita). Tuttavia, pare difficile che il Senato a maggioranza repubblicana, tra i cui poteri v’è quello di ratifica delle nomine dei giudici della Corte Suprema, confermi la decisione di Obama. Il periodo in cui avviene è, infatti, controverso: in piena campagna elettorale e durante gli ultimi mesi del mandato presidenziale. Se la legge, da un lato, dà al presidente uscente il diritto di nominare i giudici della Corte Suprema, dall’altro lato il Senato può porre il suo veto. I motivi sono di opportunità (e convenienza) politica. Per la prima volta in decenni, infatti, verrebbe a mancare l’equilibrio tra conservatori e liberali che vige nella Corte (fino alla morte di Scalia è stato di 4 a 4), spostandolo verso posizioni liberali.

Il Grand Old Party, forte della sua maggioranza, aveva chiesto di posticipare la decisione, delegandola al prossimo presidente eletto. Ma Obama, fermo nella sua intenzione di godere di un diritto che la Costituzione degli Stati Uniti gli garantisce, è andato avanti, tentando, però, di trovare una figura che potesse essere quanto più unificante possibile (Garland è noto come un liberale moderato ed è un giurista altamente stimato da tutti gli schieramenti politici).

Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, ha comunque confermato la decisione di non prendere in considerazione la nomina, ribadendo la linea dura contro la decisione del presidente.