Corte Suprema USA, Trump nomina il conservatore Neil Gorsuch

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La Corte Suprema degli Stati Uniti, dove Neil Gorsuch prenderà il seggio lasciato vacante da Antonin Scalia, CC BY-SA 3.0, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=5035334

Donald Trump ha nominato Neil Gorsuch alla Corte Suprema. Quarantanovenne, originario del Colorado e giudice della corte d’appello federale, Gorsuch è una figura indubbiamente conservatrice, ma molto stimata sia in ambiente repubblicano che democratico. Andrà ad occupare il seggio lasciato vacante dal giudice (conservatore) Antonin Scalia, morto il 13 Febbraio dello scorso anno. La Corte, che per un anno è stata operativa con otto giudici, vedrà dunque il suo equilibrio spostarsi verso destra. Nulla da fare, quindi, per Merrick Garland, il giudice scelto da Obama verso la fine del suo mandato e che, a causa dell’ostruzionismo del Senato a maggioranza repubblicana, non è stato confermato.

Questa nomina di Donald Trump rischia, comunque, di inasprire ancor di più lo scontro politico tra democratici e repubblicani. Se è vero, infatti, che la figura di Neil Gorsuch è stata, in passato, vista con favore anche dal partito dell’Asinello (l’asino è il simbolo del Partito Democratico), che lo votò al momento della nomina a giudice federale, è anche vero che l’equilibrio della Corte Suprema, con questa nomina, rischia di essere spostato su posizioni conservatrici per decenni. Infatti, la carica di giudice della Corte Suprema è a vita e Gorsuch ha appena 49 anni. Inoltre, Trump potrebbe avere l’opportunità di nominare anche altri due giudici, dato che Ruth Bader Ginsburg e Stephen Breyer hanno 84 e 78 anni.

Per questi motivi, è probabile che al Senato i democratici tenteranno di fare ostruzionismo con ogni mezzo a loro disposizione. La nomina dovrà arrivare al Senate Judiciary Commettee, che farà ricerche sul candidato. Da qui, l’iter procederà con varie audizioni di conferma, in cui Neil Gorsuch dovrà rispondere alle domande dei senatori. Dopodiché, il comitato dovrà esprimersi con un voto e, solo dopo questo, si arriverà alla votazione finale al Senato. E nell’aula del Senato serviranno 60 voti. Ma i repubblicani dispongono di soli 52 voti, mentre i democratici ne hanno 48. Se non si riuscirà a trovare un accordo, dunque, sarà difficile un esito positivo per il giudice nominato dal presidente Trump.

Alcuni esponenti dei repubblicani, in caso di impasse prolungato, suggeriscono di cambiare il regolamento del Senato, per quanto riguarda le nomine dei giudici della Corte Suprema, al fine di aggirare ogni tentativo di ostruzionismo. Ma altri importanti esponenti del partito, come Mitch McConnell, si sono dichiarati contrari a questa rottura delle consuetudini.

Insomma, il clima politico degli Stati Uniti è sempre più teso. E si è appena a metà del primo mese di presidenza Trump.