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Cos’è l’ernia crurale: sintomi e cura della particolare ernia addominale

L’ernia crurale, più comunemente conosciuta come ernia femorale, è un tipo di ernia addominale che vede la fuoriuscita di parte dell’intestino nel canale femorale attraverso l’anello crurale. La formazione dell’ernia è favorita dall’indebolimento della fascia muscolare che ricopre l’anello situato tra il pube ed il femore.

Ernia crurale, raro caso di ernia addominale: le cause

L’ernia crurale non è un disturbo comune, infatti solo il 2,5% delle ernie addominali sono di questo tipo.Si riscontra soprattutto nelle donne (quasi il 70% dei casi) nelle quali si può manifestare maggiormente dopo i 30 anni, ovvero quando le fasce muscolari cominciano a deteriorarsi.

Le cause principali della comparsa di questo tipo di ernia addominale possono essere:

  • sovrappeso/obesità
  • gravidanza, soprattutto gravidanze multiple e consecutive
  • parto
  • sedentarietà e scarsa attività fisica
  • stitichezza
  • tosse cronica
  • ingrossamento della prostata, negli uomini

Queste condizioni determinano spesso l’indebolimento della parete addominale e possono dunque favorire la formazione di un’ernia crurale.
In casi rari le ernie crurali possono manifestarsi anche nei bambini che presentano una muscolatura addominale particolarmente debole. Queste ernie femorali tendono però a scomparire in modo del tutto naturale durante la crescita, col rafforzo muscolare.

I Sintomi

In alcuni casi, soprattutto se di piccole dimensioni, l’ernia crurale può essere asintomatica, ovvero presentarsi senza alcun tipo di dolore o dare disturbo al paziente: esiste infatti la possibilità di non accorgersi di soffrirne.
Nella maggioranza dei casi però, i pazienti lamentano un fastidio alla radice della coscia all’attaccatura con l’inguine.

Nei casi più gravi in cui l’ernia crurale è di maggiore grandezza, questa si manifesta con una protrusione nella parte alta della coscia vicino all’inguine. Questo rigonfiamento palpabile tende a sparire, momentaneamente, se il paziente assume una posizione orizzontale o se viene premuto ed invece si accentua con colpi di tosse ripetuti e sotto sforzo fisico.

Oltre al rigonfiamento i sintomi che possono presentarsi sono:

  • tumefazione
  • dolore all’anca, quando l’ernia si manifesta particolarmente vicino all’articolazione
  • dolore e bruciore inguinale
  • dolore nella postura eretta
  • senso di pesantezz
  • difficoltà di digestion
  • dolore ai testicoli
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Fonte: Wikipedia

Eventuali Complicazioni

Se l’ernia crurale non viene trattata in tempo o nel modo opportuno, può avere delle complicazioni molto gravi ed in due casi precisi può essere addirittura pericolosa per la vita:

  • occlusione intestinale
  • ernia strozzata

L’occlusione intestinale si presenta quando a fuoriuscire dalla parete addominale è una porzione di intestino: in questo caso l’ernia crurale impedisce all’intestino di svolgere le sue normali funzioni di smaltimento delle scorie e questo può portare ad infiammazioni, nausea, vomito e dolori addominali molto intensi.

L’ernia si dice strozzata quando il viscere fuoriuscito non riceve più il giusto afflusso di sangue. Senza il corretto apporto sanguigno le cellule cominciano a morire o ad andare in necrosi perché viene a mancare loro ossigeno e nutrimento.
In questi casi è necessario che il paziente si rivolga tempestivamente al pronto soccorso più vicino.

La Diagnosi

In caso di ernia crurale spesso è sufficiente un esame obbiettivo, confrontando i sintomi con i segni riportati dal paziente. Il medico si baserà sull’esame visivo della zona interessata con palpazioni sull’area specifica.
Potrebbe essere necessaria un’ecografia per confermare la diagnosi.

A volte può risultare complicato diagnosticare un’ernia crurale per la presenza di grasso e in alcuni casi queste ernie vengono confuse con linfonodi inguinali.
Quando la diagnosi non può essere accertata si procede con l’operazione chirurgica.

Il Trattamento

Le ernie crurali di piccole dimensioni, solitamente, non richiedono particolari trattamenti. Alcune si risolvono addirittura spontaneamente.
Quando, tramite una manovra del medico, l’ernia viene spinta a ritornare all’interno della cavità dalla quale è fuoriuscita e vi rimane, si può parlare di “ernia riducibile”.

In tutti gli altri casi, quando l’ernia crurale è sintomatica, di dimensioni troppo grandi o ha portato complicazioni (come nel caso dell’ernia strozzata o dell’occlusione intestinale), l’unico trattamento è quello chirurgico che consiste nel ricollocare il viscere erniato nella sua sede per poi sigillare la parete addominale che ha ceduto.

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Fonte: Pixabay

Sono possibili due approcci chirurgici:

  • chirurgia tradizional
  • chirurgia laparoscopica o robotica

L’operazione chirurgica tradizionale o “a cielo aperto” prevede un’incisione attraverso la quale il chirurgo, agendo su viscere fuoriuscito, lo ricolloca nella sua sede naturale all’interno dell’addome ed inserisce una rete di materiale sintetico per rinforzare la parete in cui i tessuti hanno ceduto. Vengono poi applicati dei punti di sutura riassorbibili.

L’intervento di chirurgia laparoscopica è un trattamento minimamente invasivo. Attraverso tre piccole incisioni sull’addome il chirurgo, tramite l’uso del laparoscopio che permette di vedere dall’interno la porzione di tessuto ceduta, ricolloca l’ernia ed inserisce una protesi per irrobustire la parete interna.
Specializzato in tecniche di chirurgia robotica è il Dott. Antonio Darecchio, che con la sua equipe all’ International Hernia Care, si occupa di assistere pazienti affetti da ernia crurale, inguinale e diastasi addominale.

Gli interventi di ricollocamento delle ernie comportano rischi minimi e la maggior parte dei pazienti guarisce entro sei settimane.

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