Così parlò Arrigo Sacchi: “Ecco cosa penso sul pubblico della Roma. Colpe non solo di Garcia”

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Si avvicina la trasferta di Napoli per la Roma. Non propriamente il contesto giusto per ricominciare la risalita in classifica, ma tant’è. Intanto, la qualificazione agli ottavi di finale di Champions, fa ancora discutere, per com’è arrivata, tanto è vero che il pubblico dell’Olimpico, nonostante l’obiettivo raggiunto, ha fischiato pesantemente la squadra a fine gara. Su questo punto si è espresso il guru del calcio italiano Arrigo Sacchi. L’ex tecnico della Nazionale e del Milan ha parlato così alle pagine de La Gazzetta dello Sport: La Roma si è classificata in Champions tra i fischi dei propri tifosi, delusi da uno spettacolo inquietante. Un atteggiamento raro in un Paese in cui si è sempre data la priorità al risultato. Tuttavia, questo è un segnale importante per lo sviluppo e la crescita del nostro sistema calcistico: senza bellezza e merito non ci sarà futuro. Penso che il pubblico della Roma abbia dimostrato una grande maturità ed una cultura sportiva che, purtroppo, diversi addetti ai lavori non posseggono. I fischi dei tifosi bocciano soprattutto una squadra ed un gruppo di giocatori. Ho ascoltato dopo l’incontro alcune interviste dei calciatori romanisti e alcune disamine dei media che mi hanno preoccupato per la superficialità e il populismo: senza autocritiche e critiche non si migliora. La partita era sicuramente complicata per tanti motivi: poca serenità ambientale, momento di scarsa forma di alcuni giocatori, diversi infortuni e un gruppo formato da buoni elementi, ma che sono soprattutto solisti. Il lavoro di Garcia non è facile. In Europa si vince soprattutto col collettivo e, se non c’è, non si va molto avanti. Non si cerchi il capro espiatorio nel solo Garcia. Le colpe non sono tutte sue, anche se lui dovrà mettere al centro del progetto il gioco, ma c’è bisogno che i giocatori giochino in maniera collettiva e non pensino solo a se stessi. Se c’è l’impegno di tutti, quei fischi diverranno applausi”.