Cotugno di Napoli, il giornalista Cecconi: “Code di 11 giorni. La gente soffoca nelle aiuole”

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Fonte: profilo Facebook di Jacopo Cecconi
Jacopo Cecconi, giornalista RAI, poche ore fa ha raccontato in diretta su Rai 3 e tramite un post personale sul suo profilo Facebook, un tristissimo scenario che purtroppo si sta verificando in quel di Napoli. La causa? La dilagante pandemia da Covid-19. Ecco le parole del giornalista in merito.
“Purtroppo, l’immagine che paventavo come iperbole a febbraio parlando con gli amici, si concretizza oggi davanti ai miei occhi: la gente che soffoca nelle aiuole.
Al Cotugno di Napoli, da qualche ora, c’è una coda immobile con malati, nemmeno vecchi, in MACCHINA. I medici vengono in cortile con le bombole di ossigeno e le attaccano attraverso i finestrini. Figli, mogli, mariti dei malati fanno loro compagnia, verosimilmente contagiandosi a loro volta.
Solo i più fortunati hanno trovato un’ambulanza perché in tutta la città ce ne sono solo 18, ma alcune non viaggiano perché mancano infermieri, e quelle private prendono 500 euro, più cento all’ora per l’attesa fuori dal pronto soccorso.
Dentro i pronto soccorso, secondo varie testimonianze, si attende fino a 11 giorni, con pazienti covid e non covid ammassati insieme, senza sale a pressione negativa. Alla fine degli undici giorni, poi, ovviamente, sono tutti covid.
Dalla cappella del Cotugno risuona a volume smodato, attraverso gli altoparlanti, la messa cantata: Ave Maria.”