Covid-19, i medici guariti del Cotugno donano il plasma iperimmune -VIDEO-

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Prelievo. Foto fonte Pixabay

I medici guariti dal coronavirus dell’ospedale Cotugno di Napoli danno l’esempio donando il loro plasma iperimmune dando nuovo slancio alla lotta contro il Covid-19. Un’iniziativa che arriva alla luce delle evidenze che vedono i malati trattati con il sangue di chi è riuscito a sconfiggere il virus mostrare una percentuale di ripresa piuttosto incoraggiante.


Non si sono fatti pregare troppo i medici e tutti i sanitari del nosocomio partenopeo che, appena guariti dal Covid-19, hanno ricominciato ad affollare le sale e i corridoi ospedalieri. Una missione doppia che passa anche attraverso la donazione del proprio sangue contenente gli anticorpi già attivati contro il coronavirus.

Dopo i primi incoraggianti risultati che hanno visto le condizioni degli ammalati progredire verso la guarigione a passi più spediti proprio attraverso la infusione di plasma iperimmune, i medici hanno pensato di avviare tali protocolli contando sulla donazione del proprio sangue ormai immunizzato contro il Covid-19. Ricomincia così la battaglia di chi ha combattuto in corsia rischiando del proprio e che ora continua a fare il possibile per trovare una soluzione ampiamente auspicata.

Lunghe file al di fuori dell’ospedale da parte dei sanitari che, in seguito all’ennesimo tampone negativo hanno ricevuto il nullaosta per la donazione. Nel giro di qualche giorno gli eletti saranno pronti per i prelievi di sangue che contiene gli anticorpi specifici contro la malattia già attivati. Il sangue verrà dunque privato della parte corpuscolata (globuli rossi) ottenendo così il cosiddetto “plasma iperimmune” che verrà in un secondo momento trasfuso agli ammalati di Covid.

Un protocollo che finora, come ricordato precedentemente, ha dato risultati incoraggianti nella lotta alla pandemia e che si basa sull’esperienza di Pavia che ha visto i 46 soggetti trattati in questo modo presentare già dopo 24-48 ore un quadro sintomatico di molto migliorato. Procedendo con un cauto ottimismo e ben sapendo che non si può certo gridare al miracolo, i sanitari campani hanno deciso di tentare la via della trasfusione di plasma. Non una cura specifica ma un tentativo, appunto, da intraprendere almeno al momento per i casi più critici.