Covid-19, l’Italia sogna la zona bianca ma per adesso ci entrano solo 6 regioni

I contagi calano e questo comporterà per sei regioni l'approdo in zona bianca. Bar e ristoranti torneranno ad accogliere i clienti all'interno, ma resta l'obbligo di mascherina e distanziamento.

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L’Italia sogna la zona bianca. I progressi dovuti al sempre crescente numero di cittadini vaccinati apre ad una parziale ma decisa ripartenza del Paese che si lascia alle spalle le limitazioni più dure delle zone arancione e rossa. Lo Stivale, esclusa la Val d’Aosta, torna giallo come ad inizio della terza ondata mentre alcune regioni intravedono già la zona bianca.

Il primo giugno potrebbe rappresentare per sei delle nostre regioni il definitivo passaggio in zona bianca. Le candidate al cambio di colore, al momento, sarebbero: Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise e Sardegna. Una decisione presa dal Governo alla luce delle nuove rilevanze che vedrebbero quei territori tra i più virtuosi per numero di nuovi contagiati. E le altre regioni? In effetti la zona bianca non è tanto lontana neppure per le altre aree del territorio nazionale. L’estate potrebbe dunque rappresentare il periodo giusto per ritornare ad una quasi normalità un po’ generalizzata.

Il cambio di colore, secondo le nuove direttive, non sarà determinato dal mero indice Rt ma da una serie di parametri quali l’indice di occupazione delle terapie intensive e dei reparti ordinari. Con meno di 50 casi accertati nel periodo di tre settimane si entra ufficialmente in zona bianca. Al contrario, con 250 casi positivi ogni 100 mila abitanti ci si garantisce il ritorno in zona rossa. La zona arancione scatterà oltre i 150. La gialla oltre i 50.

Cosa comporta la zona bianca? Innanzitutto non ci sarà più l’obbligo di instaurare un coprifuoco serale. Negozi e centri commerciali potranno riprendere a funzionare a pieno regime senza alcuna differenza tra giorni lavorativi e festivi. Bar e ristornati potranno accogliere clienti anche nelle aree al chiuso.

Rimarranno comunque in vigore le prescrizioni riguardanti l’uso della mascherina, la sanificazione delle mani e del distanziamento sociale. Se però bar e ristoranti potranno guardare con fiducia alle prossime settimane, così non sarà per i gestori di discoteche. Per loro la normalità è ancora lontana.