Covid-19, l’OMS lancia l’appello shock: “Prepararsi a nuove e più pericolose varianti”

Il mondo potrebbe ritrovarsi di fronte davanti a nuove e sempre più pericolose varianti del coronavirus in tempi molto brevi. L'importanza della vaccinazione assume connotati sempre più irrinunciabili.

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Covid-19, fonte google contrassegnate per essere riutilizzate
Covid-19, fonte google contrassegnate per essere riutilizzate

A quasi un anno dall’annuncio del vaccino che avrebbe dovuto mettere all’angolo il coronavirus, pare davvero che la lotta alla pandemia mondiale sia ancora lontana dalla sua conclusione. Nonostante gli incoraggianti risultati della campagna di vaccinazione pare che la pandemia stia continuando ad imperversare con nuove ondate su tutto il globo.

La variante Delta in particolare sembrerebbe essere quella che da qui a qualche mese potrebbe rappresentare quella più pericolosa e contagiosa del Covid-19,un notizia che atterrisce in primo luogo le istituzioni internazionale sanitarie. Non è un caso che l’OMS, dopo un periodo di relativa tranquillità sia tornata ad esprimersi con toni decisamente allarmistici in merito.

Con l’ultimo proclama infatti si cancella ogni speranza di imminente vittoria contro il virus e si accendono i riflettori su un problema che potrebbe portare a nuove ondate e con essere centinaia di migliaia di morti.

Durante il briefing i Ginevra in cui sono stati analizzati tutti i dati relativi alla curva dei contagi e decessi degli ultimi mesi sarebbe infatti emerso che il virus continuerebbe a circolare incontrastato e a mutare con inaspettata velocità. Il rischio, dunque, di trovarsi subito di fronte a nuove e più pericolose varianti sarebbe ormai quasi certo.

L’unica possibilità di ovviare a tutto ciò è rilanciare la vaccinazione di massa dopo il netto rallentamento estivo. La popolazione mondiale è chiamata dunque a difendere sé stessa attraverso i sieri messi in commercio negli ultimi 8 mesi, immunizzandosi più velocemente del ritmo di mutazione del virus. Il rischio è quello di dover fare i conti con nuove ondate e nuovi ceppi per i quali non c’è cura specifica. L’economia e la stessa tenuta sociale del pianeta potrebbe non farcela in caso di un nuovo e più prolungato lockdown.