Covid, effetto fine estate: dopo la movida giovani in fila per il tampone in ospedale

In base ai dati suoi nuovi contagi si diffonde tra gli under-30 la paura di aver contratto il virus

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discoteca
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L’età media dei nuovi casi risultati positivi al Coronavirus nell’ultima settimana si aggira intorno ai 30 anni: a confermarlo sono gli scienziati del Ministero della Salute. E la constatazione non ha lasciato indifferenti i numerosi giovani che durante i mesi scorsi avevano passato le loro serate a far baldoria in discoteca.

La parola d’ordine, dunque, adesso è una: tampone. Durante la giornata di ieri, sotto il sole delle 14:30, fuori all’Ospedale Padre Pio di Bracciano erano ben 250 i ragazzi in fila per riceverne uno. Altra zona che ha visto ripetersi lo stesso fenomeno è stata quella del drive-in dell’Asl di Roma.

Se l’estate era cominciata con il sentimento comune di sentirsi liberi dall’incubo del virus, di voler evadere dai mesi di lockdown emigrando in Croazia, Spagna, Grecia e chi più ne ha più ne metta, nelle settimane conclusive della bella stagione le cose sembrano essersi ribaltate completamente.

In Italia, così come in tutto il mondo in base ai dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diffondersi di nuovi casi è tornato dirompente, e se prima le vittime predilette erano gli anziani, adesso sembra star colpendo soprattutto i giovani, e l’hanno capito loro stessi.

“Anche io sono stata contagiata, ma con il gruppo dei miei amici, quando siamo arrivati a casa, abbiamo scelto di isolarci anche prima di fare il tampone – testimonia una ragazza trevigiana di ritorno da Pag, dalla quale centinaia di suoi coetanei sono tornati positivi – Mio padre ha dei problemi di salute, non volevo infettarlo”.