Covid Party a Walla Walla, un “tentativo” di immunità

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Covid Party
Party, Fonte Pixabay, Autore Geralt

Se si pensava che la stupidità umana fosse già all’apice, ci sbagliavamo. Ecco che nascono i cosiddetti “Covid Party”. Lo scopo? Ve lo spiegheremo a breve.

NUOVA MODA A WALLA WALLA – Da due mesi e passa ormai, il mondo intero è colpito dal famigerato Coronavirus, il quale continua incessantemente a mietere vittime. In Italia la curva dei contagi e i controlli sanitari sembrano indicare, nonostante tutto, un netto miglioramento ora che siamo entrati nella fase 2. Sebbene i risultati veri e propri verranno rivelati il 18 maggio (dovuto al periodo di emmawatson-fans.com del virus che dura 2 settimane). Ma purtroppo i “geni” non mancano su questo pianeta.

Laddove molti prediligono comunque la sicurezza, portando sempre mascherina e guanti, igenizzando regolarmente i posti di lavoro, e rispettando il distanziamento sociale, altri hanno idee ben diverse sulla questione. Passeggiate senza protezione alcuna, incontri e raduni illegali tra amici, ma il colmo arriva dritto dritto dall’America. Più precisamente da Walla Walla, negli Stati Uniti a 400 Km da Seattle. Lì, “spuntano” fuori numerosi Covid Party, raduni di massa estremamente pericolosi e senza le dovute precauzioni. Ma un senso c’é, seppur molto contorto.

IMMUNI – La ragione dietro a tutto questo è semplice. Secondo coloro che partecipano a tali raduni ammalarsi sarebbe la soluzione per diventare immuni. Meghan Debolt, direttrice del Dipartimento per la salute della comunità, rende noto il fenomeno dichiarando: «Alcuni stanno partecipando a incontri di gruppo con l’idea che è meglio prendere il virus e ammalarsi». John Wiesman, ministro della sanità, sottolinea: «Raggruppamenti del genere nel bel mezzo di una pandemia possono essere estremamente pericolosi. Le persone si espongono al rischio di finire in ospedale e addirittura di morire».

Il risultato è quanto di più prevedibile ci sia. Centinaia di positivi, mentre nello Stato di Washington oltre 15 mila e 834 morti.