Cristina Donadio al SuorOrsola per:” Letteratura, cinema, musica e mafia”.

il convegno:" La camorra in letteratura e al cinema: opportunità e criticità"

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Il giorno 8 Febbraio alle 15,00 presso la splendida cornice quale la Sala degli Angeli dell’Università SuorOrsola Benincasa si è tenuto il convegno:” La camorra in letteratura e al cinema: opportunità e criticità” rientrante nel ciclo di incontri intitolato:” Letteratura, cinema, musica  e mafia”. Ospiti d’eccezione l’attrice Cristina Donadio, conosciuta da molti per il ruolo di Chanel nella serie televisiva Gomorra, e Rosario Esposito della Rossa, scrittore.
L’iniziativa si rivela un’occasione di approfondimento didattico e tematico per gli studenti della facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo, in parallelo con il corso di storia delle mafie, tenuto dal professore Isaia Sales. 
Si apre dunque una lunga conversazione su una realtà che spaventa: la camorra. Essa si è costruita nel tempo, lentamente come quando si erge uno scudo per difendersi. Allo stesso tempo essa è schiava di un sistema, quasi sedotta dallo stesso che attacca senza tregua, e soprattutto senza guardare in faccia a nessuno, ai danni di persone innocenti, come Antonio Palmieri, giovane 25enne la cui storia ieri pomeriggio è stata tramandata di bocca in bocca ai presenti, lasciando un po’ di amaro: lui, disabile ma sognatore senza barriere…appassionato di calcio nonostante tutto. Sparato per caso alla schiena,eppure ingiustamente accusato di far parte di quella cerchia; la famiglia ha atteso troppo tempo prima di poterlo compiangere e finalmente gridare la verità, che per quanto potesse valere, faceva pensare ad un altro tipo di salvezza. Almeno nel cuore delle persone care ad Antonio.
Allora letteratura, cinema, arte… come possono essere la luce che squarcia le ombre del male, della “follia gratuita” nelle teste della malavita?
In certi casi può anche essere un modo di raccontarla, e quindi la brutalità, la crudeltà, l’indifferenza, il potere e i suoi corollari diventano la scelta narrativa di una sceneggiatura, di una serie, come vuole e ha dimostrato essere “Gomorra”.
Pertanto è su questi elementi che poi Cristina Donadio ha modellato su di sé il personaggio di Chanel: profonda, orrida, cruda, silente e, a tratti, sofferente. Trasversale.

cristina donadio
cristina donadio

Ella si è detta contenta di aver avuto tra le mani “una stoffa ruvida e umida” che lei ha usato “per cucirsi addosso un vestito” perfezionato, abbellito nel mentre da registi, sceneggiatori e tecnici, altamente capaci e professionali. L’attrice inoltre si dice molto grata alla sua formazione ed esperienza teatrale che hanno fatto sì lei riuscisse a vedere nel suo personaggio similitudini con donne come  Medea o Lady Macbath:”Il teatro mi ha salvato per interpretare Chanel”.
Cristina avrà adocchiato  qualche scugnizzo, forse sospirato, pensando che sarà come abbandonato al suo destino; Gomorra sarà come un alibi per lui a cui potrà aggrapparsi per… chissà, sentirsi meno in colpa per il tipo di vita che sarà costretto a vivere,perché “Gomorra danneggia chi è già danneggiato”.
Il dibattito si è quindi concluso commentando i casi di baby gang, che,ultimamente, troppo spesso, stanno stravolgendo anche la più normale e umile quotidianità.