domenica, Marzo 3, 2024
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Dear White People: sei sicuro di non essere razzista?

“Non sono razzista ma…” ed è qui che cominciano i guai. Quel “ma”, quella minuscola MA gigante congiunzione che taglia più di una lama affilata. Il tema del razzismo è talmente vasto e chiacchierato che sembra essere diventato un cliché. È evidente, però, che questo problema esiste ed è ben radicato nella storia umana, così radicato da esistere ancora nel 2018.

“I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin, but by the content of their character. I have a dream today!” (Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene. Io ho un sogno oggi!)
Potenti sono le parole di Martin Luther King durante il suo famoso discorso del 1963. Chissà cosa penserebbe della società odierna! Una società che discrimina chiunque, neri, bianchi, asiatici, omosessuali, transessuali, donne e chi più ne ha più ne metta.

Qui si inserisce una piccola perla di Netflix. Come ben sapete, il cinema è sempre stato un enorme strumento di comunicazione. Tramite un film o una serie tv si possono trasmettere piccoli messaggi che possono radicarsi nella mente dell’uomo. Non a caso ora come ora notiamo che sul grande schermo sono sempre più frequenti donne potenti, comunità LGBT e molto altro! Dear White People è una serie prodotta da Netflix e si concentra sulla vita di alcuni studenti afroamericani di una prestigiosa università frequentata prevalentemente da bianchi. Ogni giorno sono costretti a sopportare le critiche e le provocazioni da parte di ragazzi che non comprendono a fondo la gravità delle loro azioni. Su questi temi si basa il programma radiofonico di Samantha chiamato, appunto, Dear White People. Questo show non è di certo una pietra miliare dell’industria cinematografica ma vale la pena guardarlo con attenzione; soprattutto se si è tipi da “non sono razzista ma…”
Il bello di questa serie è proprio il confronto che avviene tra i ragazzi di etnie, orientamenti sessuali e politici diversi. Alcuni di loro sono aperti al dialogo, allo scambio di opinioni mentre altri sono i classici leoni da testiera pronti ad aggredire senza una motivazione.
Questo prodotto descrive nei minimi particolari ogni atteggiamento, scusa, frase utilizzata nel quotidiano ma lo fa con una leggerezza tale da non rendere la serie pesante. Dopo aver gustato entrambe le stagioni mi sono chiesta: ho mai utilizzato frasi offensive travestite da intercalari scherzosi e innocui? Per cui con la stessa determinazione di Samantha vi chiedo: Dear White People, siete sicuri di non essere razzisti?