Le dure parole di Feltri: “Meridionali inferiori. Nessuno di noi avrebbe voglia di trasferirsi in Campania”

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Vittorio-Feltri
Fonte: Wikimedia

Questa volta l’ennesimo attacco proviene direttamente dal direttore di “Libero“, Vittorio Feltri che senza troppi giri di parole, durante la diretta del programma TV di Rete4 Fuori dal coro“, candidamente chiosa: “Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori“. Una dichiarazione arrivata con la nonchalance più estrema e che giustamente ha generato indignazione da parte di tutti i chiamati in causa.

“Credo che nessuno di noi abbia voglia di trasferirsi in Campania. perché dovremmo andare in Campania? A fare che cosa? I posteggiatori abusivi? Non credo sia al vertice delle nostre ambizioni un’occupazione simile” – continua Feltri – ” Mentre i campani, e il dato è di 14 mila ogni anno, vengono a Milano a farsi curare. Vuol dire che Milano e la Lombardia non fanno loro così schifo“.

Un attacco in piena regola a una Regione e ad una parte di Paese gratuito e senza fondamento alcuno, andato in onda per commentare la decisione del Governatore De Luca di blindare i confini regionali per evitare nuove ondate di ingressi sul territorio. A sentire Feltri, dunque, nessuno avrebbe alcun motivo di venire in Campania e la disposizione del suo presidente è da considerarsi inutile.

 

A pochi giri di lancette da questa prima esternazione ecco arrivare la seconda, affilatissima dichiarazione che lascia sgomenti per lucidità e violenza. In un clima che dovrebbe invitare tutti all’unione e alla solidarietà ecco il giornalista asserire: “Il fatto che la Lombardia sia andata in disgrazia per via del Coronavirus ha eccitato gli animi di molta gente che naturalmente è nutrita da un sentimento di invidia o di rabbia nei nostri confronti perché subisce una sorta di complesso di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori“.

Dunque per il direttore di “Libero”, i meridionali, chiusi nelle loro case, starebbero festeggiando alla crisi del sistema sanitario lombardo, corrosi da “invidia e rabbia nei loro confronti“. La chiusura del suo intervento poi è tutta da ridere: “Chi se ne frega se (i meridionali, NdR) si arrabbiano. Con me si arrabbiano tutti i giorni, mi insultano, mi augurano di morire“.