Demolizione San Siro: Inter e Milan al lavoro su un progetto comune

Le due milanesi pronte a costruire il nuovo stadio nell'area adiacente al simbolo indiscusso del calcio italiano. Poi si provvederà alla demolizione dello storico impianto. Al suo posto strutture ricettive e negozi dei club.

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San Siro
Stadio "Giuseppe Meazza" di San Siro. Fonte Wikipedia

San Siro verrà demolito. Questo è il destino del più iconico tempio del football tricolore. Ad affermarlo ci hanno pensato il presidente dei rossoneri Scaroni e l’a.d. dei nerazzurri Antonello. Le due società sono d’accordo nel dividersi equamente gli oneri del più imponente restyling della storia sportiva italiana e auspicano l’apertura dei lavori già dal prossimo anno.

Le dichiarazioni, rese a margine della convention del CIO a Losanna per l’assegnazione dei Giochi invernali 2026, non lasciano spazi ad ambiguità. Milan e Inter saranno unite in una avventura che in pochi anni vedrà sorgere, nello spazio dell’attuale parcheggio nord, il nuovo e più moderno stadio di San Siro.

Tutto procede. Faremo insieme un nuovo San Siro accanto al vecchio nella stessa area della concessione. Il vecchio verrà buttato giù e al suo posto ci saranno nuove costruzioni“, le parole del dirigente nerazzurro. Gli fa eco il presidente milanista Scaroni:”È una procedura complicatissima. Sarebbe bello che la cerimonia delle Olimpiadi si facesse nel nuovo San Siro, ma non ne siamo certi“.

Sulla questione ha voluto dire la sua anche il sindaco della città meneghina Giuseppe Sala. Il primo cittadino ha tenuto a precisare che in comune il dossier a sua disposizione parla di un impiego dell’attuale stadio almeno fino al 2026. Quindi se rivoluzione sarà, allora non riguarderà propriamente il futuro più a stretto giro.

Dopo l’annuncio della vittoria della candidatura congiunta di Milano e Cortina per i giochi invernali 2026, Sala non riesce a contenere l’euforia e entusiasta dichiara:” La cerimonia di apertura dei Giochi si svolgerà nell’attuale San Siro, non ci potrebbe essere cornice migliore“. A questo punto a chi sarebbe giusto credere?