Di Battista, il Jazz è tutto per me

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Stefano Di Battista, sempre preda di mille impegni, che significa per lei fare jazz, in definitiva?

Per me fare jazz significa suonare una musica liberamente e ovunque.

Dopo Sanremo la sua vita come è stata?

Partecipare al Festival di Sanremo è stata una bellissima avventura che mi ha dato popolarità. Ma la mia vita come musicista e privata continua in modo normale anche dopo Sanremo
La sua musica che significato ha?
Mi rappresenta. Come tutti i compositori e musicisti ci metto dentro ciò che mi accade e le emozioni che vivo. Certamente per questo mi sento speciale o meglio privilegiato, perché la musica mi offre la possibilità di esprimermi in modo profondo.
Dove ha passato l’estate, e l’autunno,  si è divertito?
Con la mia famiglia all’Argentario nei momenti in cui non ho suonato. Certamente mi sono divertito.

C’è spazio per la sua vita privata con tutto questo lavoro?

Assolutamente si. Ho una vita normale insieme alla mia famiglia, una figlia che porto a scuola e a fare sport, insomma come tutti i padri cerco di dedicarmi il più possibile agli affetti.
Quale è il suo pezzo preferito di musica classica?
Il Boléro composto da Maurice Ravenna.

E quale è il suo pezzo preferito di musica jazz?

“Night In Tunisia” uno standard jazz composto da Dizzy Gillette.
Cosa ha dovuto togliere per fare carriera, c’è qualcosa che le manca prima del successo?
No, non ho tolto semmai, al contrario, ho scelto a volte di ‘non fare’ proprio perché non ho mai pensato di togliere nulla al piacere di ciò che mi circonda. La musica è sempre stata al pari con la mia vita.
Cosa farà dopo queste esibizione, dove la potremmo sentire?
Sicuramente in Cina dove presto parteciperò con il mio quartetto ad un importante festival in collaborazione Umbria Jazz e poi seguite la mia pagina Facebook dove è possibile avere gli aggiornamenti di tutti i concerti in arrivo.