Diego Maradona, okay alla vendita di 2 immobili e tre auto ma spunta una donna che gli fa causa da Cuba!

Due case e tre automobili di Diego andranno all'asta per un valore di circa 1,2 milioni di euro.

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Murales di Diego Armando Maradona di Jorit. Foto Wikimedia Commons

A quasi un anno dalla prematura e dolorosissima dipartita di Diego Armando Maradona, il giudice civile argentino Luciana Tedesco del Rivero ha dato l’okay per la messa sul mercato di alcune proprietà del Pibe de Oro come richiesto dagli eredi in estate. Finiranno così all’asta due appartamenti e tre auto che dovrebbero fruttare almeno 1,2 milioni di euro.

Djalma, Giannina, Jana, Diego Jr e il rappresentante legale del piccolo Diego Fernando hanno dunque ottenuto che potessero entrare in possesso di una parte dell’eredità del padre per poter onorare le scadenza di alcune assicurazioni e la manutenzione di altre proprietà in Argentina e all’estero. La volontà dei figli è comunque quella di non disperdere quanto entrerà nelle loro disponibilità ma di tutelare gli appartamenti e gli oggetti di maggior valore rinunciando a quelli ritenuti più sacrificabili.

Per far fronte ai conti per il momento vanno all’asta l’appartamento di Mar de la Plata e quello di Buenos Aires che Diego regalò ai genitori, don Diego e donna Tota, per un valore complessivo molto vicino ai 900 Mila euro. Ma non è tutto.

A seguire i lotti riguardanti gli immobili ci saranno anche tre vetture del vasto parco auto del  “Diez“. Si tratta di un minivan Hyundai H1, una BMW M4 e una BMW 750I. Il valore complessivo supera i 300 mila euro, portando il totale ad oltre un milione e duecentomila euro, come detto.

Intanto però i problemi per gli eredi di Diego non sembrano finire con la vendita all’incanto delle proprietà menzionate. Una donna cubana, infatti, avrebbe accusato e denunciato proprio El Pibe per averla introdotta nel mondo della droga quando aveva soltanto 16 anni. Mavys Alvarez, questo il nome della donna, avrebbe intrattenuto con l’argentino una breve relazione nel periodo in cui lui soggiornava nell’isola caraibica. Le accuse sarebbero arrivate sulla scrivania del giudice argentino Rafecas e del procuratore Rivolo soltanto adesso per paura del regime di Castro, da sempre grande amico di Maradona.