Disastro aereo in Etiopia, Boeing annuncia un aggiornamento dei software ma affonda a Wall Street

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Proseguono le indagini per risalire alle cause del disastro aereo che nei giorni scorsi in Etiopia ha coinvolto un Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines precipitato dopo pochi minuti dal decollo con 157 persone a bordo. La compagnia aerea e alcuni Paesi hanno intanto già sospeso i voli dei Boeing 737 Max 8 e, dopo il secondo incidente in pochi mesi, la società americana crolla in Borsa, registrando -12,8% a Wall Street, il suo minimo dall’attentato alle Torri Gemelle del 2001.

In attesa che venga fatta luce sulla del disastro, Cina e Indonesia – dove lo scorso ottobre si verificò il primo incidente con 189 morti su un volo della Lion Air – hanno deciso per il momento di non far volare i loro aerei, la Corea del Sud ha avviato un’indagine a scopo”precauzionale”; l’Europa ha sospeso tutti i voli del Boeing 737-8 Max e 737-9 Max a partire dalle 19 di ieri, come misura precauzionale.

In Italia i 737 Max sono tre e sono targati Air Italy. La compagnia e l’Enac garantiscono la “piena osservanza delle disposizioni delle autorità aeronautiche e delle direttive del costruttore“. Anche la Boeing ha assicurato che la sicurezza è “la priorità principale” e che si sta “prendendo ogni misura per capire in pieno tutti gli aspetti dell’incidente, lavorando in stretto contatto con i team investigativi e tutte le Authority coinvolte“. Tra i soggetti che porteranno avanti l’inchiesta ci sarà anche un esperto italiano, in qualità di osservatore, secondo la normativa internazionale che consente di partecipare alle indagini ai rappresentanti di Stati che hanno avuto loro concittadini tra le vittime.

Una delle due scatole nere ritrovate nelle ultime ore risulterebbe danneggiata, ma gli investigatori sembrano essersi concentrati uno dei software di comando. Vi sarebbero infatti delle analogie con l’incidente in Indonesia, che secondo gli esperti lascerebbero supporre un difetto nel software.

La Boeing ha già comunicato che procederà ad un aggiornamento del software dell’intera flotta dei 737 Max 8.

Prosegue intanto il recupero dei corpi delle vittime, compresi gli 8 italiani: l’assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia Sebastiano Tusa; Virginia Chimenti, Maria Pilar Buzzetti e Rosemary Mumbi, del World Food Programme; il presidente della ong Cisp e rete LinK 2007 Paolo Dieci; e tre volontari della ong Africa Tremila, Carlo Spini, sua moglie Gabriella Vigiani e il tesoriere Matteo Ravasio.

L’Unità di crisi ha comunicato che le procedure di identificazione e riconoscimento potrebberoo richiedere tempi lunghi, ma ha garantito ai familiari che si sta lavorando di concerto con le autorità etiopi per riportare le salme a casa quanto prima. Bandiere a mezz’asta sono state issate dalla Farnesina, mentre la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine al momento ancora senza indagati né ipotesi di reato.