Disastro di Piazza San Carlo, Appendino rischia un anno e 8 mesi

Udienza con Rito abbreviato per i reati di disastro, lesioni e omicidio colposo

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A distanza di più di tre anni il processo per i fatti di Piazza San Carlo a Torino prosegue. Un anno e otto mesi di reclusione è la condanna chiesta dal pubblico ministero Vincenzo Pacileo per il sindaco di Torino Chiara Appendino. L’udienza si celebra nell’aula magna del palazzo di giustizia con rito abbreviato.

Le accuse emerse mosse dal magistrato contro la sindaca e altri 4 imputati sono di disastro, lesioni e omicidio colposo.
Il processo riguarda i fatti che accaddero il 3 giugno 2017 in Piazza San Carlo, a Torino, durante la proiezione sul maxi schermo della finale di Champions League. Nella circostanza una serie di ondate di panico tra la folla – forse causate dall’esplosione di un petardo – causò oltre 1.500 feriti e, più tardi a seguito delle ferite riportate, la morte di due donne.
Il pm ha chiesto 3 anni e 6 mesi per Enrico Bertoletti, un professionista che si occupo di un progetto per conto degli organizzatori della serata; un anno e sette mesi per Maurizio Montagnese, responsabile dell’agenzia turismo Torino; un anno e otto mesi per l’allora questore Angelo Sanna; 2 anni per l’ex capo di gabinetto del comune, Paolo Giordana.

La piazza è stata storicamente teatro di diversi avvenimenti e diversi sono stati i nomi che ha avuto nel corso dei secoli: fu prima Piazza Reale, poi Piazza d’Armi e Place Napoléon nel periodo napoleonico. Nel settembre del 1864, dopo che il governo Minghetti prese la decisione di spostare la capitale da Torino a Firenze – proprio in Piazza San Carlo – si riunirono i torinesi per protestare contro questa decisione. In quella circostanza perirono 184 persone uccise dalle forze pubbliche.

L’evento in questione va a sommarsi ai ricordi di quello che è stato in Piazza San Carlo, dal 1618 dedicata a San Carlo Borromeo, una tra le più belle e importanti piazze della di Torino e d’Italia.