Ditonellapiaga e il suo primo EP “Morsi” – MUSIC TALK

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Fonte: foto autorizzata alla pubblicazione da GDG Press

Da poco è uscito il primo EP della giovane cantautrice romana Ditonellapiaga; le abbiamo fatto qualche domanda per conoscere meglio il suo progetto artistico e questo primo EP che anticipa una seconda parte più lunga nell’autunno 2021.

1. Ciao Margherita, complimenti per l’uscita del tuo primo EP! Ti va di presentarti ai nostri lettori e raccontare come nasce il tuo progetto artistico? 

No, non mi va. Ovviamente scherzo, e credo che quest’affermazione sia già una valida presentazione di per sé. Di base sono una persona molto ironica, tendo a prendermi poco sul serio nella vita privata, come in quella lavorativa. Parlando proprio di questo, metto da parte la mia irrefrenabile voglia di fare la simpatica e cerco di parlare un po’ più seriamente: sono una cantautrice nata e cresciuta a Roma, ho imparato a cantare agli scout, alternando il mio repertorio tra le hit liturgiche e le hit profane di Britney ai tempi di Top Of The Pops. Ho iniziato a scrivere la mia musica dopo essermi diplomata all’accademia di teatro che ho frequentato una volta finito il liceo, credo che le mie canzoni ne siano molto influenzate e, in un certo senso, anche grate.

2. Perchè “Dito nella piaga”?

Ho cercato per anni un nome d’arte che potesse rappresentarmi al meglio ma si sa, più una cosa la cerchi e meno la trovi. Nel corso di questa ricerca matta e disperatissima, un mio amico ha letto il mio nickname di Instagram ad alta voce ed è subito scattata la scintilla. Mi sono sempre chiamata Ditonellapiaga, quel nome lo avevo sempre avuto sotto il naso, tra i pixel dello schermo del mio cellulare, ma non avevo mai pensato potesse essere quello giusto per potermi rappresentare artisticamente. Ho scelto un nome che in fin dei conti mi apparteneva già è che, soprattutto, racchiude tutto ciò che sono: bizzarra, provocatoria e anche un po’ buffa.

3. Nell’EP c’è una grande varietà dei generi che dimostra la tua ecletticità, la musica è davvero libera da confini secondo te?

Assolutamente sì: nella musica, come in qualsiasi altra forma d’arte, mettere paletti o dare definizioni è totalmente controproducente. Capisco però che per un ascoltatore possa essere d’aiuto cercare di trovare degli elementi in comune tra artisti, o brani, per essere più consapevoli dei propri gusti.

4. In “Morsi” c’è tanto amore in molte sue sfumature, si percepisce comunque una narrazione della quotidianità. Come nascono i tuoi pezzi? Ti ispiri sempre alla tua esperienza personale oppure anche a fatti che leggi/senti?

Di base mi ispiro alla mia vita, il che non significa per forza che scriva sempre di me, mi è capitato di raccontare storie di persone a me vicine. Partire da qualcosa che si conosce è sempre fondamentale, a mio avviso, poi una volta chiarite le fondamenta del brano, ci si possono costruire sopra castelli di roba totalmente inventata, ma la radice deve essere sempre qualcosa che conosco o che provo in prima persona.

Fonte: foto autorizzata alla pubblicazione da GDG Press

5. Come hai scelto il titolo dell’album? Avevi già il concept ben definito oppure si è delineato in corso d’opera?

Il titolo dell’EP è nato dall’esigenza di raccontare la natura dell’EP stesso. Mi spiego meglio: questa non è altro che un’anticipazione del disco vero, la cui uscita è prevista per il prossimo autunno. Lavorando sul concetto di “anticipazione” ho trovato che Morsi fosse la parola più adatta per trasmettere l’idea dell’antipasto, nonché la più rappresentativa delle diverse nature emotive di ogni brano: un morso può essere violento, sensuale o tenero, proprio come le mie canzoni.

6. Com’è nata la collaborazione con Populous che troviamo nel remix di “Repito” che chiude l’EP?

È nata grazie ad un contatto in comune. Il mio manager è un grande appassionato di elettronica, nonché direttore del festival Spring Attitude, e proprio per questo amico di Populous. Quando ho saputo che il brano gli era piaciuto ho letteralmente volato, è uno degli esponenti più importanti e validi dell’elettronica italiana (e non solo), è stato un onore poterci collaborare.

7. Con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Sono una grandissima fan di Nathy Peluso, ma proprio grandissimissima, quindi la collaborazione dei miei sogni è sicuramente quella con lei. Probabilmente non succederà mai ma se dovesse succedere, sarebbe uno dei traguardi più importanti della mia vita. Ad essere sincera mi basterebbe anche una bella sbronza assieme, sarebbe sicuramente epico.

8. C’è un palco in particolare sul quale vorresti esibirti?

Vista la situazione attuale, in questo momento mi basterebbe un palco qualsiasi, anche un paio di pallet accatastati uno sopra l’altro. Sto scalpitando, non vedo l’ora di suonare!

9. Come definisci in tre parole questo progetto?

Eclettico, bizzarro, frizzante.

10. Cosa dobbiamo aspettarci da te in questo anno?

La domanda la rimpallo all’universo e a tutte le leggi che ne decidono le sorti: cosa dobbiamo aspettarci da te in questo anno? Per quanto mi riguarda, se si potrà, dovete aspettarvi tanta musica dal vivo e, ovviamente, il disco completo dopo l’estate!