Dl Fisco: il governo smentisce il taglio dei fondi ai perseguitati politici e razziali

Il governo smentisce: "Nessun taglio alle pensioni di perseguitati politici e razziali".

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Fonte PalermoToday

Il decreto fiscale prevede un taglio di 50 milioni al Fondo istituito presso il ministero dell’Economia per il sostegno di «pensionati di guerra ed assimilati, perseguitati politici e razziali». La notizia, circolata in queste ore, ha suscitato scalpore e rabbia tra i cittadini. In un periodo in cui sembra essersi dimenticati che l’apologia al fascismo è reato, questa nuova stangata del governo non ci voleva proprio.

Il viceministro dell’Economia del Movimento 5 Stelle Laura Castelli, però, ha smentito categoricamente la notizia: «Smentiamo in modo categorico che sia stato tolto anche solo un euro dall’assegno per le vittime delle leggi razziali e per i perseguitati dal fascismo per motivi politici. Ancora una volta ci troviamo costretti a intervenire per smentire una notizia falsa. […] Il fondo per le pensioni c’è ed è capiente per tutto il 2019. Tutti i beneficiari riceveranno l’intero assegno. Riteniamo quanto fatto circolare sulla Stampa un fatto gravissimo, oltretutto perché riguarda una questione delicata e sensibile quale quella delle vittime della persecuzione. Si tratta dell’ennesima squallida menzogna e ci dispiace che a essere inconsapevolmente coinvolte in questo clamoroso errore siano persone a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra comprensione. Non avremmo mai pensato che si sarebbe giunti al punto di utilizzare la tragedia delle vittime delle leggi razziali per attaccare il Governo. Gli esponenti delle opposizioni che hanno rilanciato queste falsità, come l’onorevole Fiano, dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa. È triste constatare ogni giorno di più la totale perdita di credibilità a cui è giunta la stampa in questo paese. Pur di attaccare questo Governo si arrivano a fabbricare e cavalcare vere e proprie fake news, senza che vi sia la benché minima accortezza giornalistica di verificare i fatti. L’obiettivo è colpire il Governo con ogni mezzo e questo va al di là dell’informazione giornalistica. Auspichiamo che quanto prima giungano scuse pubbliche e che si dia risalto alla verità. Un’informazione malata mina la democrazia di un paese» conclude.