Domenica è ancora tempo di Derby: Inter e Milan a confronto

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Il derby di Milano di ritorno purtroppo neanche quest’anno sarà un derby scudetto. Le due compagini milanesi occupano rispettivamente la quarta e sesta posizione in classifica e sono separati da otto punti. La partita si giocherà domenica sera alle ore 20:45 a San Siro; all’andata risolse la contesta Fredy Guarín, ora il colombiano è andato a giocare in Cina. Analizziamo la situazione delle due squadre per capire come arrivano a questa gara.

CRISI INTER – Non si può non parlare di crisi quando nelle ultime cinque partite si vince una sola volta. Il giorno dell’epifania rappresenta l’unica vittoria dell’Inter in campionato delle ultime cinque e questo trend si è concluso (almeno per adesso) con la sonora sconfitta nell’andata della Semifinale di TIM Cup allo Juventus Stadium. All’inizio del campionato c’erano i risultati ma non il gioco. Adesso le cose sono peggiorate, perché non solo il gioco continua a latitare, ma adesso latitano (e parecchio) anche i risultati. L’Inter è ancora la miglior difesa del campionato con 14 reti, ma ciò non è sufficiente viste le sole 26 reti fatte (undicesima in Serie A). La dirigenza è ben consapevole dei problemi di questa squadra ed è già intervenuta sul mercato portando Éder dalla Sampdoria. Il problema resta però a centrocampo dove nessuno tra Kondogbia, Felipe Melo e Medel è in grado di impostare una manovra decente. L’unico con i piedi un po’ più educati è Marcelo Brozovic, ma il peso del centrocampo non può di certo essere affidato a lui. Banega, se arriverà a giugno, sarà un rinforzo importante, ma ci sarebbe bisogno di qualcosa subito.

OBIETTIVO EUROPA LEAGUE MILAN – Barbara Berlusconi si è pronunciata qualche giorno fa annunciando, realisticamente, l’Europa League come l’obiettivo da raggiungere per quest’anno. La posizione in classifica è confortante, e un traguardo possibile. Nelle ultime cinque gare i cugini rossoneri non hanno fatto tanto meglio (solamente due vittorie) dei nerazzurri. Un segnale positivo è il ritorno di Balotelli che fin qui, dal suo rientro, è riuscito a segnare su rigore contro l’Alessandria facendo fare un passo importante alla propria squadra verso la finale di Coppa Italia. Il classe 1990 deve però migliorare ancora molto. Potenzialmente ha le carte in regola per dominare la Serie A, ma non si capisce se possa essere in grado sia per impegno che per carattere. Nelle ultime gare è sempre più vivida la sensazione che Mario corricchi per il campo senza sputare sangue come fanno altri attaccanti top player. Il rientro alla base anche di Kevin Prince Boateng, anche lui in goal contro la Fiorentina, può essere un altro tassello importante per gli uomini di Mihajlovic.