Donald Trump, si alla pena di morte per l’omicidio di agenti

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Continua la scalata al potere del magnate Donald Trump. Una scalata che si rivela sempre più aggressiva, ma che in un momento di sconforto e paura come quello che tutti noi stiamo vivendo mostra i suoi benefici: per quanto riguarda la battaglia in campo repubblicano il magnate repubblicano sembra essere in vetta nei sondaggi. Tuttavia i suoi rapporti all’estero si stanno incrinando sempre di più.

Dopo aver dichiarato di sostenere la censura di internet e la chiusura dei confini ai mussulmani, davanti alla folla nel New Hampshire Trump ha affermato di «voler rendere obbligatoria la pena di morte a chiunque uccida un poliziotto», «con il decreto – ha continuato il magnate – farei in modo di lanciare un messaggio forte in Usa e nel mondo: per chiunque uccida un poliziotto, uomo o donna, ci sarà l’esecuzione capitale».  Attraverso queste parole Trump si assicura l’appoggio dei conservatori che l’anno scorso hanno accusato Obama di favorire il risentimento della popolazione nei confronti della polizia. Il re del mattone newyorchese, invece, a voce alta e ferma dà pienamente il suo appoggio alle forze armate: «Voglio far sapere alle forze dell’ordine di questo Paese che non vi deluderò. Il lavoro che fate non è secondo a nessuno e tutti quanti in America lo sanno». La folla non smette di applaudire.

Le dichiarazioni di Trump, però, stanno rendendo sempre più difficile i suoi rapporti con i paesi esteri: il magnate è stato costretto a cancellare un viaggio in Israele dopo le dure critiche subite dal governo Netanyahu, il sindaco di Londra sostiene l’ipotesi di vietargli l’ingresso in Gran Bretagna per istigazione all’estremismo. Anche in America si è levata la voce di chi non ammette un politica così dura, Muhammad Ali che, unendosi a un coro di sportivi musulmani americani, ha lanciato il suo messaggio: «Dobbiamo opporci a chiunque usi l’Islam per fini politici di parte».