Dopo il Covid-19 turismo italiano: riscopriamo la Romagna

0

C’è un vecchio adagio dei nostri nonni che dice “Perché voi giovani andate sempre all’estero, quando abitate nel paese più bello del mondo”. Oggi non ci chiediamo quanto questo discorso abbia senso, perché con tutta probabilità per le vacanze del 2020 non avremo tanta scelta: a causa del Coronavirus i confini nazionali rimarranno chiusi e le ferie le passeremo in Italia.

Non possiamo certo lamentarci, con tutto quello che lo stivale ha da offrirci!

Oggi vi proponiamo una meta alternativa che poi tanto alternativa a molti non sembrerà, perché la Romagna è fin dal secondo dopoguerra meta delle vacanze di milioni di italiani e stranieri. E allora perché abbiamo intitolato questo articolo “riscopriamo la Romagna”? Perché purtroppo il turismo in questa bellissima porzione della regione Emilia-Romagna è spesso confinato alla sola riviera: Rimini, Riccione, ma anche Milano Marittima e Cervia sono capitali indiscusse della vacanza all’insegna del mare e della movida, ma spesso mettono in ombra tutto il resto.

Perché in Romagna c’è altro di interessante da fare e vedere oltre alle spiagge e alle discoteche?

Ebbene sì: parliamo di uno dei parchi nazionali più interessanti d’Italia (il Parco delle Foreste Casentinesi), alcuni dei borghi più incantevoli, una delle città d’arte più apprezzate nel mondo e la cucina che Forbes qualche anno fa ha definito la migliore al mondo.

Stiamo parlando per esempio di Brisighella, che ha un raccolto centro di epoca medievale immerso in una valle verdeggiante in cui si produce un olio d’oliva DOC senza eguali.

Ci riferiamo a Cesenatico, la cui caratteristica principale non è tanto il mare quanto il portocanale,

Quasi nessuno conosce Forlì, che grazie alla sua vicinanza con Predappio (città natale di Benito Mussolini) è diventata una dei migliori esempi in tutta Europa (e oltre) di architettura razionalista.

A Pennabilli, sulle colline, ha vissuto a lungo il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra: proprio grazie alla presenza di questa splendida figura il paesino si è trasformato in una piccola culla per artisti e sognatori di tutta Italia.

A Ravenna molti emiliano-romagnoli hanno passato uno o più giorni durante la gita delle scuole medie e superiori: gli splendidi mosaici bizantini hanno valso a ben otto dei suoi monumenti il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Della piadina romagnola, delle tagliatelle al ragù, dei cappelletti e del sangiovese vorremmo parlare per ore, ma adesso è ora di pranzo e sarebbe troppo doloroso… o meglio goloso.

Per questo vi rinnoviamo l’invito fatto in apertura di articolo: visto che probabilmente le vostre