Dramma nell’avellinese: 29enne stroncato da un infarto

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Un lutto che ha sconvolto il piccolo comune di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, quello della morte del giovane Michele Lo Conte. Aveva solo 29 anni, e svolgeva principalmente la professione di operaio, ma con una grande passione per il calcio.  A stroncare la sua vita, secondo le prime analisi sarebbe stato un infarto avvenuto durante la notte.

Secondo quanto riferito da vari media, Michele aveva mostrato un po’ di malessere a causa di qualche decimo di febbre, andando a dormire in anticipo: “Vado a riposarmi un po’, non mi sento bene, ho qualche decimo di febbre”, queste le ultime parole del ragazzo. La madre, entrando nella camera del figlio per verificare le sue condizioni, stando a quanto riportato da IrpiniaNews.it, lo ha trovato morto. Immediatamente i familiari del giovane hanno  allertato i soccorsi, ma l’intervento dei sanitari del 118 si è rivelato inutile. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Ariano con il medico legale Carmen Sementa.

Quest’ultima ha eseguito anche un tampone post-mortem, rivelando la positività del ragazzo. Egli era regolarmente vaccinato con due dosi, con l’ultima effettuata nel mese di luglio. A giorni doveva prenotarsi per effetuare il terzo richiamo, visto la scadenza dei quattro mesi. Nonostante ciò, secondo quanto riferisce la testata “Fanpage”, la morte sarebbe avvenuta per cause naturali. Il mistero resta.

Michele era noto nel paese per aver giocato in varie squadre a livello dilettantistico, in particolare nel campionato Promozione: ha vestito lee maglie dell’Ariano Valle Ufita di Gerardo Del Vecchio, con lo Sporting Ariano di Felice Grasso, con lo Sporting Accadia sempre con Gerardo Del Vecchio e recentemente in Terza Categoria con il Palazzisi, campionato poi arenatosi a causa del Covid.

L’intera comunità di Ariano Irpino è sconvolta per la morte di Michele Lo Conte. I suoi funerali si sono tenuti nel giorno di capodanno, venerdi 31 dicembre 2021, alle ore 09:30, presso la scuola di Palazzisi. Su disposizione della magistratura, la salma era stata già trasportata nel cimitero come da protocollo Covid.