Dries Mertens: la leggerezza dell’essere

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“Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare” questa potrebbe essere l’essenza di Dries Mertens e della sua straordinaria stagione. Con la doppietta di oggi al Cagliari, il numero 14 azzurro ha raggiunto la soglia dei 30 goal stagionali (24 in campionato, 5 in Champions e 1 in coppa Italia). La vittoria al San Paolo per 3-1 (in goal anche Insigne e Farias) ha permesso al Napoli di superare momentaneamente la Roma in classifica e, quindi, di avvicinare i partenopei all’obiettivo secondo posto, in attesa della sfida degli uomini di Spalletti con il Milan.

La sua stagione è radicalmente cambiata con l’intuizione di Maurizio Sarri, che a causa dell’infortunio del polacco Milik, ha dovuto ridisegnare un attacco, trasformando Mertens da esterno puro a vero e proprio numero 9. Sarebbe riduttivo, infatti, parlare di “falso nueve” perché Mertens è un vero bomber, un centravanti che insieme a Insigne e Callejon forma un tridente in grado di affondare qualsiasi difesa. Quest’anno è riuscito a ritrovare una continuità che si riscontra nei numeri, ma soprattutto nelle prestazioni. Mertens è, di fatto, il talento al servizio della squadra, è la fantasia per gli altri che si rispecchia in se stesso. È la continua ricerca dell’estetismo, con prodezze da fenomeno, che però non è fine a se stessa, ma è destinata a un fine superiore: un gruppo, una famiglia. L’attaccante belga è la rappresentazione della straordinaria esaltazione del singolo in una meravigliosa orchestra, che gioca probabilmente il miglior calcio d’Italia.

Dries Mertens è riuscito a trovare la sua dimensione, ad esserci nel momento del bisogno per la sua squadra e a regalare, nel giorno del suo 30° compleanno, altre infinite gioie ad un popolo che lo ama più di qualsiasi cosa.