Effetti del Covid, 20 miliardi in fumo per contrastare il virus: a rischio pensioni e RdC

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Sede dell'INPS di Roma. Foto Wikimedia Commons

L’allarme è di quelli da non ignorare. Gli effetti del Covid sui conti dello Stato iniziano a farsi sentire in maniera sempre più grave tanto da temere una feroce stretta anche su pensioni e Reddito di Cittadinanza. Lockdown e divisione in zone dell’Italia hanno finito per generare una spirale di uscite incontrollate del Tesoro che in meno di un anno ha segnato un ammanco per ben 20 miliardi di euro. L’Inps è in ginocchio ma la fine del tunnel è ancora tutt’altro che vicina.

A segnalare la durissima situazione dei conti nazionali è Guglielmo Loy, presidente del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps). Il dirigente, in un recente comunicato spiega: “Chiediamo che il debito venga sanato per non minare la sostenibilità del bilancio dell’Istituto. Tra l’altro il rosso da 20 miliardi che indichiamo nel documento si basa sulle ottimistiche stime della Nadef per il Pil 2021. Corretto dal punto di vista contabile, ma non rassicurante”.

Una situazione insostenibile, dunque, che rischia di squilibrarsi ancora di più nei mesi a venire. Come dichiara ancora il dirigente dell’Istituto di Previdenza Sociale: “Se il sistema non è più in equilibrio, qualcuno potrebbe essere tentato di tirare la cinghia sulle prestazioni, pensioni incluse. La profonda recessione poi inciderà molto, con contributi calanti. Il legislatore deve intervenire quanto prima”.

A soffrire in maniera ancora più forte potrebbero inoltre essere i destinatari di cassa integrazione. Il piano pensato per loro da Loy potrebbe essere una velocizzazione dell’attività di riconoscimento (passando dagli attuali due mesi ad uno solo) e un intervento più radicato sugli assegni più bassi. Qualora il debito non venisse ripagato “sarebbe a rischio la sostenibilità e dunque le stesse prestazioni erogate dall’Inps“, conclude Loy.

Stop a pensioni e Reddito di Cittadinanza?

Pensioni e RdC bloccate dunque? Non proprio perché a netta smentita di quanto affermato dall’alto dirigente arriva una nota dell’Inps sulla quale si legge: “Non esiste alcun allarme per il pagamento delle pensioni e delle altre prestazioni dell’Istituto, che possono essere finanziate attingendo, sulla base di vari strumenti che le legge mette a disposizione, a risorse dello Stato”. Da che parte è la verità?