Egitto, morto ex presidente e leader islamista Mohamed Morsi

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Mohamed Morsi ( foto da Flickr)

E’ morto all’età di 67 anni Mohamed Morsi, ex presidente egiziano ed esponente della Fratellanza musulmana, messa al bando in Egitto. Colpito da infarto durante un’udienza di uno dei processi in cui era imputato, Morsi era stato il primo presidente eletto dopo la caduta di Hosni Mubarak nel 2011 e uno dei volti-simbolo della Fratellanza, fautrice della visione di un Islam politico.

La Fratellanza ha avuto un ruolo di rilievo durante la cosiddetta Primavera araba: dopo le proteste di piazza Tahrir, dove circa trenta milioni di egiziani hanno manifestato in piazza per rivendicare più libertà contro Mubarak, nel 2012 Morsi è stato eletto presidente restando al potere fino al luglio 2013, quando è stato deposto dall’attuale presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

In base alla ricostruzione fornita da media egiziani, parzialmente confermati dalla Procura generale, Morsi è deceduto per una crisi cardiaca nel tribunale che era stato allestito nel carcere di Tora al Cairo; l’ex presidente era stato autorizzato a parlare nell’ambito di un processo per spionaggio in favore di Hamas, un movimento estremista palestinese, in cui era imputato.

In Egitto è stato dichiarato lo stato d’emergenza per timore di possibili manifestazioni di Fratelli musulmani, che dalla feroce repressione dell’estate 2013 sono stati colpiti da arresti e da una normativa anti-cortei.

Morsi stava scontando a Alessandria la pena di 85 anni di carcere inflitti in almeno tre processi passati in giudicato, uno dei quali lo vedeva accusato di aver incitato a sparare sui manifestanti. Gli era stata anche comminata una condanna a morte, poi rivista in appello, e un ergastolo, ugualmente impugnato.