Ema Stokholma, la sua drammatica infanzia: “Tornavo a casa e ci picchiava”

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Ema Stokholma, fonte: wikipedia

In un’intervista a Vieni da me, andata in onda il 26 maggio, la famosa dj Ema Stokholma ha parlato della sua drammatica infanzia. Nel programma di Caterina Balivo, la ragazza ha parlato dei maltrattamenti subiti fin da piccola, raccontati nel suo libro “Per il mio bene”.

LA DRAMMATICA INFANZIA – Davanti le telecamere, Ema ha deciso di aprirsi, di raccontare cosa ha dovuto affrontare fin da bambina. Dopo l’abbandono del padre alla sua nascita, la conduttrice e il fratello sono rimasti con la madre, proprio colei che è diventato il loro carnefice. Un’infanzia all’insegna della violenza, delle ripetute botte:

“Tornavo a casa e ci picchiava. Credo che lei non stesse bene. Non c’è mai stato nessun aiuto psicologico e nessuna diagnosi. Aveva molti problemi mentali. Le dava fastidio anche la mia fisicità. Mi svegliavo, si svegliava e magari diceva che avevo gli occhi strani e partivano le botte. Non riuscivo mai a parlare con lei, lei sembrava quasi che non capisse. Per lei quello che accadeva semplicemente non accadeva. Era molto spiazzante. Ce l’aveva anche con mio fratello, ma lo faceva sempre da separati. Faceva in modo che non lo sapevamo, ma sapevo quando toccava a mio fratello e tiravo un sospiro di sollievo quando toccava a lui”.

LA FUGA DALL’INCUBO – A 15 anni la dj non è più riuscita a sopportare le violenze, il dolore e la paura, così è scappata. È fuggita da casa, raggiungendo il padre in Italia:

“Ho sentito la necessità di farlo quando ho sentito in tv di Giuseppe, un bambino morto a casa per le botte del patrigno. Anche nel mio caso nessuno si è mai accorto di nulla, nessuno ha mai fatto qualcosa. Ho scritto il libro per aiutare altri bambini in queste condizioni e anche i genitori. Mia madre era da aiutare, magari sarebbe stata una brava mamma”.

Riferendosi ancora alla madre, Ema Stokholma ha rivelato di averla capita, di averla accettata, ma non l’ha perdonata.