Emilia Clarke ha svelato di aver avuto due aneurismi

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Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) in Stormborn, Game of Thrones 7x02, fonte screenshot youtube
Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) in Stormborn, Game of Thrones 7x02, fonte screenshot youtube

Emilia Clarke, famosa per aver vestito i panni di Daenerys Targaryen ne Il Trono di Spade, ha deciso di rivelare di aver avuto due aneurismi. A raccontarlo è proprio lei, in una lettera scritta a New Yorker: “Proprio nel momento in cui i miei sogni di infanzia sembravano diventare realtà ho quasi perso la ragione e perfino la vita. Non ho mai raccontato questa storia pubblicamente, ma ora è arrivato il momento”.

Il primo episodio avvenne nel 2011, all’epoca ventiquattrenne, alla fine delle riprese della prima stagione del Trono di spade. Sottoposta a una forte condizione di stress, iniziò ad allenarsi e fu proprio lì che avvertì i primi sintomi.
“Ho provato la sensazione che una fascia elastica stesse schiacciandomi il cervello. Ho cercato di ignorare il dolore e andare avanti, ma semplicemente non potevo farlo” racconta l’attrice, trovata in seguito da una donna che le ha prestato soccorso: “Ricordo il suono di una sirena, un’ambulanza, ho sentito delle nuove voci, qualcuno che diceva che il polso era debole. Stavo vomitando bile”.

Effettuata la risonanza magnetica, venne fuori la diagnosi: emorragia celebrale. “Avevo avuto un aneurisma, la rottura di un vaso. In un secondo momento avrei scoperto che circa un terzo dei pazienti con la mia stessa diagnosi muore immediatamente o poco dopo l’emorragia. Se volevo vivere ed evitare dei danni terribili dovevo essere immediatamente operata. E anche in quel caso non c’erano garanzie”.

Emilia Clarke si sottopose a un delicato intervento al cervello, durato più di tre ore. Dalla prima operazione, la donna si riprese dopo due settimane, ma per un periodo ebbe difficoltà a ricordarsi il suo nome.

Il secondo aneurisma fu scoperto nel 2013, dopo l’uscita della terza stagione de Il Trono di Spade, effettuando un regolare controllo a New York.
Quella vota, però, la prima operazione non andò bene e fu necessario un secondo intervento.

Emilia assicura di essere completamente guarita, concludendo la lettera, intitolata “La battaglia della mia vita”: “C’è di che essere grati, non solo per la fortuna. Sono felice di essere qui a vedere la fine di questa storia e l’inizio di qualunque cosa avverrà ora”.