Esclusiva-Nicholas Ruta, dal Brescia alla Tasmania:”Qui è un’altra vita”

0
Dal Brescia alla Tasmania con prossima tappa Sidney. Può sembrare la classica storia di un 18enne diplomato oppure di un neolaureato. Ed invece no. È la vita di Nicholas Ruta, oggi calciatore della Launceston City Football Club, squadra che milita nella Victory League, la Serie A della Tasmania. La storia di Ruta comincia nelle giovanili del Brescia dove diventa pure capitano (è stato compagno di squadra, fra gli altri, di Leali ed El Kaddouri) per poi proseguire oltre l’Europa: tra farm, pallone e problemi tipici di un qualsiasi emigrante. La redazione di dailynews24.it ha intervistato in esclusiva proprio Ruta per farci raccontare la sua storia.
1) Nicholas Ruta, giovane promessa mancata del Brescia, oggi in Tasmania nel Launceston City che milita in Victory League: perché questa scelta e cosa non ha funzionato nel Brescia?
Ho scelto la Tasmania quindi Launceston perché tramite un amico potevo avere la possibilità di provare nella squadra della città è una volta preso loro mi avrebbero dato la possibilità di lavorare in questa farm compiendo i 90 giorni validi per il rinnovo del visto per il 2 anno in Australia. Nel Brescia ha funzionato tutto per i primi 5 anni dove sono stato sempre capitano della squadra e negli Allievi nazionali ho avuto la chiamata anche della Nazionale. Poi nel primo anno di Primavera purtroppo ho subito un grosso infortunio (frattura tibia e perone) che mi ha tenuto fermo per 6 mesi, rientrato per il campionato successivo ho avuto sempre piccoli infortuni che non hanno dato più la possibilità di rientrare al 100%. Poi andai in serie D per poter rientrare e lì mi ruppi il crociato collaterale menisco. È da lì in poi non ero più il giocatore di prima non per la voglia e carisma ma quei 2 infortuni e così giovane mi hanno fatto uscire dal giro. Ecco cosa non è andato
2) Quali sono stati i cambiamenti più evidenti tra il campionato della Tasmania e italiano, a parte le inevitabili differenze tecniche?
Le differenze più evidenti tra i 2 campionati sono molte, come Lei citava soprusi tecniche ma ancor più tattiche. Parlo per la mia piccola esperienza di 3 mesi quindi poi trasferendomi a Sydney e sperando di aver la possibilità di giocare, le cose cambieranno e il livello tecnico/tattico sarà più alto. Atleticamente qua sono davvero forti, fanno della corsa e del gioco duro le armi principali
3) Lei lavora anche nelle farm. Come si articola la Sua giornata?
Sì lavoro nella farm di carne per rinnovare il visto. La mia giornata inizia alle 4.30 dove suona la sveglia, colazione , poi mi reco a lavoro dove inizio alle 5.30 e termino alle 4 del pomeriggio. Una volta tornato a casa per far lo spuntino o vado a allenamento oppure vado ad allenarmi in palestra, tornato tempo di una doccia di preparare la cena e poi subito a letto. Il sabato è il giorno della partita mentre la domenica giorno libero, solitamente lo sfrutto con la morosa per visitare i posti più belli della Tasmania
4) Quali sono le Sue prospettive future?
Ora il 21 settembre mi trasferirò a Sydney e cercherò lavoro. Poi una volta sistemato avrò tempo 2-3 mesi per cercare squadra perché il campionato inizia a gennaio. Poi tornerò in Italia verso maggio e poi se tutto andrà bene vorrei ritornare per sfruttare un ulteriore anno del visto
5) Lei ha giocato in tutto il settore giovanile del Brescia, dove sono passati tantissimi talenti: chi è quello che l’ha impressionata di più?
Quello che mi ha colpito maggiormente è stato Fabrizio Paghera (centrocampista del Virtus Lanciano, nda), che nonostante la piccola statura era ed è un giocatore completo al 100%, qualità e quantità e una voglia di arrivare e una passione per questo sport unica. E i risultati si vedono
6) Qualora una squadra di serie A dovesse chiamarLa, accetterebbe l’offerta?
Dipende che serie A intendi: se australiana perché no, mi farei anche tutta la strada camminando. Sarebbe una grossa soddisfazione per me e per la famiglia dopo tutti i sacrifici che abbiamo passato assieme; sarà molto difficile ma mai dire mai, io ce la metterò tutta ovunque avrò la possibilità di giocare e chissà poi magari arriverà una chiamata. È sempre bello sognare, ma bisogna stare sempre con i piedi per terra, lavorare, far sacrifici e uscirne sempre a testa alta poi quello che verrà verrà. Se intendevi quella italiana la telefonata sarà di qualche amico che gioca per far 2 chiacchiere Ahaha
7) Segue ancora il nostro campionato: se sì, chi è la Sua favorita per lo Scudetto?
Ora essendo in Australia faccio fatica a seguire il calcio sopratutto ora che sono molto impegnato, quindi in questo ore campionato ho visto poco. Essendo interista ti rispondo Inter
8) Ultima domanda: Lei che ha giocato e vive all’estero, come pensa che il nostro paese e il nostro calcio possano risollevarsi?
Il nostro paese penso che per per risollevarsi ci voglia una rivoluzione radicale dove si possa ripartire da zero, e prendere sputo da altri stati , ad esempio l’Australia dove gli immigrati per rimanere nel paese devono meritarmelo lavorando seriamente e facendo molti sacrifici (ora io sono un immigrato qua), mente da noi la gente che entra nel nostro paese fa quello che vuole  Qua sono fin troppo fiscali e rigidi con le leggi ma se tutto ciò a portato a far diventare l’Australia quello che è ora un motivo c’è, per rimanere bisogna avere molto requisiti e per molti intendo molti basta cercare su Google e si capisce quanto è difficile diventare un cittadino Australiano. Ma non è l’unico problema che esiste in Italia. Basta vedere dove siamo arrivati che ci fa capire tante cose. Il nostro calcio è forse il più bello dopo quello inglese, l’unica cosa stadi e sicurezze come all’estero.

È possibile riportare l’intervista su altri siti SOLO PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE e, possibilmente, con un link.

Seguiteci anche su Facebook per leggere altre esclusive.