Esseho: la mia musica “semplice, sbarazzina e a tratti viscerale” – MUSIC TALK

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Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Bomba Dischi.

In questo quinto episodio di MUSIC TALK, format di interviste musicali, abbiamo avuto il piacere di conoscere meglio Esseho. Artista romano della scuderia di Bomba Dischi, si sta prendendo pian piano un posto nella musica indie attuale. Dopo l’uscita di “Michelle”, il suo ultimo brano, incuriositi dal suo processo artistico, gli abbiamo fatto qualche domanda. Buona lettura!

1.Ciao Esseho, innanzitutto presentati a chi, tra i nostri lettori, non ti conosce
ancora. 
Ciao sono Matteo Montalesi, vivo nella zona sud di Roma e faccio musica.

2. Da dove viene il tuo nome d’arte? Che storia c’è dietro?
Il nome ESSEHO nasce da un nickname che utilizzavo nel gioco LOL – League of
legend.

3. Come definiresti la tua musica con 3 aggettivi? 
Semplice, sbarazzina e a tratti viscerale.

4. Partiamo dal tuo primo brano “Bambi” che ha subito avuto un successo non
indifferente. Quando hai capito che questa canzone sarebbe stata la prima a
lanciarti nel mercato musicale. E perché proprio lei. 
“Bambi” è un brano diretto e quindi mi sembrava giusto fosse il primo ad uscire, è
avvenuto tutto di getto… e sono contento che sia piaciuto.

5. Il tuo nuovo singolo “Michelle”, uscito il 14 Aprile, è stato prodotto da Sine e Niccolò Contessa. Come nasce? Ci racconti il tuo processo di scrittura?
Mi trovavo in studio con Niccolò Contessa e Sine, abbiamo iniziato a fare una jam
session ed uscito il giro di chitarra, poi da li ci abbiamo lavorato per renderlo quello
che è ora.

Fonte: immagine autorizzata alla pubblicazione da Bomba Dischi.

6. In “Michelle” citi gli straordinari Beatles e quindi mi viene spontaneo
chiederti da dove viene l’idea di “Michelle”. E ancora, a quali artisti storici ti ispiri?
Il nome di “Michelle” nasce sul momento, durante l’improvvisazione che si è creata
nella jam session, mi è subito piaciuto e l’ho lasciata.
Ci sono stati molti Artisti importanti nella mia formazione, ne cito alcuni: i Toto per
gli arrangiamenti e la bellezza dei mix, il cantautorato italiano e il rap per la scrittura
e Bon Iver per la libertà artistica con la quale si propone al pubblico.

7. Anche se le categorizzazioni di genere sono sorpassate, c’è un genere in cui ti
rivedi o a cui aspiri. 
Non ho mai pensato troppo ad etichettare la mia musica, magari un giorno lo farà
qualcuno per me.

8. Ci dici Tre dischi che ti hanno chiamato la vita.
“Di vizi di forma virtù” Dargen D’Amico.
“For Emma, forever a go” Bon Iver.
“Rimmel” De Gregori.

9. Nelle tue canzoni il tema dell’amore è sempre molto presente, ma qual è il
brano uscito fin ora che più ti rappresenta e perché. 
Mi rappresentano tutti allo stesso modo, sicuramente “Bambi” e “Michelle” mi
riportano a dei momenti molto densi di emozioni.

10. Hai progetti per il futuro che vorresti concretizzare? Anche sognando in
grande, dove ti piacerebbe suonare quando si potrà?
Essendo anche un produttore, mi piacerebbe poter avere uno studio di registrazione
tutto mio. Riguardo il mondo del live e soprattutto la tematica dei “sogni più grandi
di noi” mi piacerebbe riuscire a calcare lo stesso palco di Bon Iver.