Antonio Conte, il one man show di questa Nazionale a Euro 2016

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Ma come si può andare ad un europeo con un allenatore che ha già la testa altrove?” ; “Tutti questi soldi per fare una figura barbina all’allenatore io non li darei…” Sono solo alcune delle critiche che venivano mosse ad Antonio Conte prima che iniziasse Euro 2016 in Francia, senza considerare ovviamente le polemiche degli esclusi dai ventitré convocati. L’Italia invece ha, seppur perdendo l’ultima partita, vinto il suo gruppo e battuto la Spagna agli ottavi di finale per 2-0 mostrando una grande organizzazione tattica e riuscendo anche a soffrire. Adesso c’è la Germania ai quarti di finale. Sarà dura ma questa squadra qualche chance ce l’ha.

UN TECNICO CHE CI INVIDIA TUTTA EUROPA – Forse è proprio vero che le cose si apprezzano veramente quando le si sta per perdere. È quello che sta succedendo a tutti i tifosi con Antonio Conte. L’idea di vederlo ad agosto già sulla panchina del Chelsea, con quella della nazionale affidata a Giampiero Ventura, non va giù praticamente a nessuno, dopo aver visto la partita di lunedì… Ieri sui social network sono arrivati complimenti al nostro CT in tutte le lingue con gli spagnoli a fargli i complimenti e gli inglesi divisi tra quelli che ce l’avranno contro e quelli che invece se lo potranno godere, con i secondi ovviamente a sfregarsi le mani. L’immagine poi dell’ex allenatore della Juventus che si arrampica sulla panchina per la esultare ha fatto perdere la testa a tutti. O quando sul primo goal non sapeva se esultare o mostrare la calma ai suoi. Insomma un vero e proprio condottiero che vive la partita da protagonista quasi mimando le azioni dei suoi ragazzi.

LA QUADRATURA TATTICA – Delle squadre qualificate ai quarti di finale solamente due giocano con la difesa a tre: il Galles e l’Italia. Il 3-5-2, marchio di fabbrica di Antonio Conte, è stato più volte criticato ai tempi della Juventus perché non adatto in Europa. Adesso con Bonucci-Barzagli-Chiellini la diga è stata ben edificata e fin qui l’Italia non ha subito goal nelle partite che contano (contro l’Irlanda i giocatori avevano chiaramente la testa altrove). Il tanto criticato Insigne, che comunque quando entra fa sempre vedere qualcosa di interessante (suo in effetti il cambio campo di 40 metri che ha propiziato il 2-0 di Pellè), non viene scelto, tipo al posto di Giaccherini, proprio perché il Mister preferisce avere più copertura ed equilibro. Quando invece ha bisogno di qualcuno che scompiglia la difesa avversaria caccia il coniglio dal cilindro facendo entrare l’ala del Napoli. In attacco il lavoro sporco che Éder e Pellè hanno fatto è stato impressionante. Il centravanti del Southampton ha giganteggiato nelle palle aree, riuscendo sempre a proteggere bene palla e a far salire i suoi. L’Italo-brasiliano altrettanto si è ben comportato con l’unica pecca di non essere stato freddo sotto porta nel secondo tempo quando avrebbe già potuto archiviare la qualificazione anzitempo. Con questi presupporti la Germania si può battere, ma ci sarà bisogno di un’altra partita al 100 % di tutti.