Eurogruppo, no agli eurobond ma Recovery Fund e accesso facilitato al Mes. Conte: “Noi siamo ambiziosi, lotteremo”

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Foto dell'Unione Europea
Foto dell'Unione Europea

Dopo vari tentativi, l’Eurogruppo giunge ad un accordo sugli strumenti da utilizzare per far fronte alla crisi economica legata all’emergenza coronavirus: l’intesa prevede il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) , che potrà fornire assistenza finanziaria senza condizioni ai Paesi che lo chiederanno per le spese mediche e sanitarie legate all’epidemia, sebbene l’Olanda insista nel mantenimento di una serie di condizionalità per le linee di credito del Fondo Salva Stati.

IL RECOVERY FUND – Nell’accordo, come chiedevano Italia e Francia, figura anche il Recovery Fund, un fondo per la ripresa che, a detta del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sarà “alimentato dall’emissione di debito comune europeo“. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha precisato che le modalità di finanziamento e l’ammontare del Fondo saranno stabiliti direttamente dai leader. “Non c’e’ accordo sulla mutulizzazione del debito, ma per un fondo per la ripresa“, ha aggiunto il ministro francese delle Finanze Bruno Le Maire secondo il quale, tuttavia, l’eventualità di mutualizzazione del debito sarebbe implicita nel testo. Pur non essendoci alcun rimando ai discussi coronabond, dunque, una maggiore condivisione del debito sarebbe comunque presente.

MES – Per quel che concerne le condizionalità del Mes, l’accordo sancisce che la linea di credito del Fondo salva Stati sarà “disponibile per tutti gli Stati membri dell’area dell’euro durante questi periodi di crisi, con condizioni standardizzate concordate in anticipo dagli organi direttivi del Mes“, in base a valutazioni iniziali delle istituzioni europee. “L’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati membri dell’area dell’euro che richiedono assistenza si impegnino a utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi Covid-19“, prosegue il documento. “L’accesso consentito sarà il 2% del PIL del rispettivo stato membro alla fine del 2019, come parametro di riferimento“.

SOSTEGNO A IMPRESE E CASSA INTEGRAZIONE – Allo stesso tempo, si precisa che gli Stati membri dell’area euro continueranno ad impegnarsi nel “rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’Ue, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’Ue“. L’Eurogruppo ha inoltre acconsentito all’intervento di 200 miliardi della Banca Europea per gli Investimenti a vantaggio delle imprese nonché al piano SURE della Commissione che stanzierà 100 miliardi a sostegno della cassa integrazione.

LE MISURE –  Un pacchetto di quattro misure, dunque: circa 240 miliardi messi a disposizione dal Mes per le spese sanitarie, 200 miliardi per le imprese mobilitati dalla Bei, 100 miliardi tramite il programma SURE per la cassa integrazione, più la proposta di un Fondo per la Ripresa alimentato dall’emissione di debito comune europeo, per un ammontare di altri 500 miliardi. “L’Eurogruppo ha trovato un accordo su un pacchetto di dimensioni senza precedenti per sostenere il sistema sanitario, la cassa integrazione, la liquidità alle imprese e il Fondo per un piano di rinascita. L’Europa è solidarieta‘”, ha dichiarato il commissario europeo Paolo Gentiloni.

CONTE: LOTTEREMO PER EUROBOND –Al prossimo Consiglio europeo lotteremo per gli eurobond“, ha dichiarato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Alcuni Paesi che sono con noi ritengono il Mes confacente ai loro bisogni. L’Italia accetta di discutere su un Mes non condizionato. Si può attivare una linea nuova, per le spese della sanità, ma non è un discorso che riguarda l’Italia. Noi siamo ambiziosi“.