Fallimento Inter: di chi è la colpa?

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Dopo l’imbarazzante sconfitta di ieri con il Genoa, specchio di una stagione disastrosa, i tifosi interisti si interrogano sulla natura di questo ennesimo fallimento stagionale. Anche se il campionato non è ancora finito e c’è una minima speranza per il 6° posto che significherebbe preliminari di Europa League, sembra arrivato il momento dei bilanci e di capire chi è il vero artefice di questo flop. Analizzando la situazione dell’Inter, emergono 3 possibili “colpevoli”: la società, l’allenatore, i giocatori.

LA SOCIETÀ è di natura il pilastro fondamentale di qualsiasi squadra, perché da una grande società deriva, inevitabilmente, una grande squadra (La Juve ne è la dimostrazione perfetta). Nonostante il mercato estivo con gli acquisti di Joa Mario, Candreva e Gabriel Barbosa detto “Gabigol” e l’arrivo di Gagliardini a gennaio, i tifosi non sembrano soddisfatti dell’operato societario, perché molto probabilmente i soldi investiti, sarebbero potuti essere destinati ad altri innesti necessari e di qualità. A ciò si aggiunge anche la mancanza di una figura dirigenziale di riferimento: non basta, infatti, la frequente presenza a Milano di Steve Zhang, figlio del proprietario dei nerazzurri, capo del gruppo Suning. Il caos societario è l’inevitabile primo sintomo di una squadra allo sbando da troppo tempo ormai.

LA GUIDA TECNICA dell’Inter negli ultimi anni è stata affidata a molti allenatori, testimonianza che non sempre il cambiamento è sinonimo di miglioramento. Attualmente Stefano Pioli è il tecnico dell’Inter ma pare molto improbabile una sua riconferma per il prossimo anno. È un destino scontato, quello del capo espiatorio, che rimane  inevitabile per la svolta che ci si aspetta.

GLI INTERPRETI sono accusati costantemente di scarso attaccamento alla maglia dell’Inter e di poca professionalità. È evidente, però, che anche se la rosa dell’Inter è una rosa di qualità, non è sicuramente completa. Da anni ormai manca un regista, un playmaker in grado di guidare un centrocampo troppo spesso senza idee in questa stagione; c’è bisogno di terzini di qualità e quantità, perché abituati a Chivu e Maicon, continuare a guardare Nagatomo e D’Ambrosio è veramente dura. Oltre però a questo tipo di mancanze, i giocatori dell’Inter mostrano dei limiti che vanno oltre l’aspetto tecnico, sono di naturale caratteriale. Manca, infatti, l’orgoglio e la voglia di reagire per onorare la gloriosa maglia che si indossa.

Continuare a guardare questa Inter, sta diventando per i tifosi nerazzurri una vera e propria prova di coraggio. Non vedere i propri idoli combattere e impegnarsi è forse il punto più basso che si possa raggiungere. Ma il tifo va oltre il risultato, perchè è una passione sconfinata e quelli che continuano a sostenerla, a cantare “Amala” sono la più sinceramente dimostrazione di un amore infinito per una squadra, che negli ultimi tempi è veramente sull’orlo del baratro.