Fase 3, flop Immuni e zero distanziamenti: l’Italia sembra aver dimenticato l’esistenza del virus

Ministro Boccia: "Il Covid è ancora tra noi. E il fatto che in questo momento ci sia la percezione che la virulenza è minore non deve farci abusare"

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Sono tanti i segnali ricevuti in queste settimane che hanno sancito l’inizio della fase 3 di un alleggerimento d’attenzione rivolta al rispetto delle norme preventive del contagio da Covid-19: ai ristoranti zero distanziamento, così come nelle spiagge, pochi download dell’App consigliata per il tracciamento dei positivi e scarsa adesione all’indagine sierologica. Senza contare il crollo significativo subito nell’ambito della vendita delle mascherine.

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è di recente espresso sul mancato successo di Immuni, l’App che rileva gli infetti attraverso l’assegnazione di un sistema di codici: “Purtroppo sinora è stata scaricata solo da 3 milioni e mezzo di italiani. Secondo alcuni studi sarebbero stati disposti a scaricarla sino a 23 milioni, ma dove stanno? Speriamo che nei prossimi giorni lo facciano”.

Nel corso della trasmissione Omnibus, in onda su La7, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha detto: “Mi rendo conto che dopo tre mesi di chiusura, con l’estate e il caldo c’è voglia di normalità. Ma i dati dell’ultima settimana hanno registrato un leggero aumento dei positivi. Si tratta di poche unità, il che significa che andiamo avanti, ma il numero non scende. Il Covid è ancora tra noi. E il fatto che in questo momento ci sia la percezione che la virulenza è minore non deve farci abusare”.

“Il virus non ci sarà più quando il ministro della Salute ci dirà che è sconfitto – ha poi aggiunto – ma a quel punto avremo già assunto il vaccino presumibilmente. E non siamo in quella situazione. Oggi il virus è sotto controllo per il rafforzamento delle reti territoriali della sanità e per il sacrificio degli italiani con il lockdown. Ma il virus non è scomparso“.

Le mascherine non sono un gadget – ha infine concluso – ma vanno utilizzate sempre. Gli assembramenti che si stanno vedendo sono uno schiaffo, una mancanza di rispetto per chi non c’è più e per i medici e gli infermieri, che fanno ancora un lavoro difficilissimo e complicato”.