Fedez, sfogo su Instagram: “Rinviato il vaccino a mia nonna, chissà quanti altri anziani”

Il rapper ha fatto alcune considerazioni sulla campagna vaccinale in Italia

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Nuova cameretta per Leone
Chiara Ferragni e Fedez, Fonte profilo ufficiale Instagram

In questi giorni Fedez ha avuto modo di parlare di un argomento molto delicato: la campagna vaccinale. Come tutti sapranno, i ritardi nel nostro Paese sono un tema molto difficile di cui parlare e, la recente sospensione dei vaccini AstraZeneca, non migliorano la situazione.

FEDEZ SI SFOGA SU INSTAGRAM – Proprio in queste ore, infatti, il rapper Fedez ha condiviso su Instagram alcune considerazioni sulla campagna vaccinale, prendendo in esempio sua nonna. Il marito di Chiara Ferragni ha mostrato un messaggio recapitato sul cellulare di sua nonna, da parte della Regione Lombardia.

“Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione, intanto scusaci per l’inconveniente, sappi che la tua salute è la nostra priorità” si legge nel messaggio. Tenera ma che fa riflettere è stata la risposta della signora, la quale ha scritto: “Tra dieci giorni compio 90 anni…”. Un messaggio tanto semplice quanto profondo e che sottolinea l’importanza del vaccino e il ritardo della campagna vaccinale.

Fedez, a quel punto, dopo aver mostrato il messaggio ha fatto solo una semplice considerazione: “Chissà quanti altri anziani sono in queste condizioni. Tutto francamente assurdo”. Non è la prima volta che la famiglia Ferragnez parla di argomenti delicati e si schiera dalla parte dei diritti di tutti, questa volta non è una semplice eccezione.

FEDEZ RISPONDE AI GIORNALISTI – Successivamente, il rapper ha avuto modo di dare la sua opinione sull’operato di alcuni giornalisti dopo aver diffuso la notizia del mancato vaccino destinata alla nonna. Fedez ha “bacchettato” tutte quelle testate che hanno riportato la notizia in maniera errata ed esagerata e ha chiosato con queste dichiarazioni: “Sono sempre più sconvolto dalle testate online e da come viene fatto giornalismo in questo Paese. Siamo in buone mani”.