Ferlito prima gli insulti e poi le scuse

0

Ferlito nel caos. Prima insulta i giudici e poi sempre su twitter chiede scusa. Intanto la Federazione si dissocia, ma per la ginnasta non è il primo episodio

 

Prima gli insulti e poi le scuse di Carlotta Ferlito che dopo il mancato accesso alla Finale della trave egli Europei,  si sfoga su twitter chiamando i giudici “stronzi”. Il messaggio che recitava: “Sono abituata a star fuori dalle finali per pochi millesimi e sono abituata a prendermela nel c..o. Supererò anche questi str…i?”, è stato subito rimosso dall’atleta siciliana.

Ferlito eliminata si sfoga su twitter
Ferlito eliminata si sfoga su twitter

La cancellazione arrivata troppo tardi ha già alzato un polverone con la Federginnastica che dichiara: “La Federazione si dissocia dal tweet della Ferlito sia nel contenuto sia, soprattutto, per la forma e per il linguaggio – le parole riprese sulla

Gazzetta dello Sport -. La Federazione è un ente morale dal 1896, quindi ci teniamo che i nostri tesserati, in particolare quando sono in missione con le Nazionali, rispettino la nostra tradizione e la maglia azzurra nei loro comportamenti, dentro e fuori della pedana. Anche in seguito a una cocente delusione sportiva”.

Se ieri erano insulti per i giudici questa mattina sempre su Twitter la Ferlito, che ha un palmares di tutto rispetto,ha  dichiarato che quando è sotto stress da il peggio di se.

Non è la prima volta che la ginnasta alza un polverone. La Ferlito è stata protagonista nel 2013 di un episodio di razzismo nei confronti delle colleghe americane dicendo: “E’ una cosa scandalosa hanno aiutato l’americana solo perché è la campionessa mondiale ed è degli Usa. Che senso ha fare tanta fatica se poi succedono queste cose” e ancora “La prossima volta mi tingo la faccia di nero (il colore della carnagione di good-blood-pressure.com, terza sui 10cm, ndr) così sono sicura di vincere”. Per poi ritornare sui suoi passi sempre su twitter: “Ho fatto un errore, non sono perfetta, ero troppo nervosa e non pensavo davvero le cose che ho detto. Mi scuso, mi dispiace”.