Film tratti da videogame: dal 1993 all’anno della svolta, il 2016 (O almeno si spera)

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Videogame e Film. Fonte Pixabay e Wikipedia
Fonte Pixabay e Wikipedia

Diciamo la verità. Per quanto affascinante il connubio tra videogame e cinema non è stato, fino ad ora, dei più felici. Da quando i videogiochi sono usciti dalle sale giochi per arrivare a casa nostra, grazie alla commercializzazione della Playstation nel dicembre del 1994, l’industria cinematografica ha cercato di prendere subito la palla al balzo, portando sul grande schermo i maggiori bestseller del mondo videoludico.

Primo esempio del genere fu “Super Mario Bros” del 1993, costato 48 milioni di dollari, riesce a racimolarne solo 21 sul mercato statunitense. Bocciato completamente dalla critica, soprattutto per la scelta di un’ambientazione cyberpunk al posto di quella naif e colorata del gioco originale, persino il cast in seguito ha avuto un’opinione pessima della pellicola. Il protagonista del film, un Bob Hoskins irriconoscibile nei panni di Mario, l’ha definito senza mezzi termini “La cosa peggiore che abbia mai fatto”.

Nonostante questo primo tonfo di incassi e critica, Hollywood non demorde e nel 1994 arriva al cinema “Street Fighter – Sfida finale” con Jean-Claude Van Damme nel ruolo di protagonista. Il film ha un buon successo al botteghino, dovuto probabilmente al fatto che l’attore Raúl Juliá, che interpreta il cattivo Mr. Bison, muore pochi mesi prima dell’uscita del film, facendo leva sulla commozione dei fan per andare a vedere la sua ultima interpretazione. Ma riceve una completa stroncatura da parte della critica che definisce il film demenziale e solo vagamente inspirato alla trama presente nel videogioco.

Nel 1995 è la volta poi di “Mortal Kombat” (tratto dal celebre videogame di combattimento di genere splatter, la cui saga, iniziata nel 1992 continua ancora oggi sulle console di ultima generazione) riesce ad essere un enorme successo al botteghino, con oltre 122 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, tanto da avere un sequel  Mortal Kombat – Distruzione totale” e una serie televisiva Mortal Kombat: Conquest . Ma ancora una volta la critica non è stata delle migliori. Vengono apprezzate l’atmosfera, i costumi e i combattimenti, ma la trama è povera, i dialoghi risibili e la recitazione pessima. Prossimamente è previsto un reboot per la serie cinematografica, si spera con risultati migliori.

Nel corso degli anni ci sono stati vari altri tentativi accomunati tutti da un flop al botteghino, una critica disastrosa o entrambi. Degni di nota sono la saga di “Tomb Rider”, anch’esso in attesa di reboot, che ha il merito di aver fatto conoscere al grande pubblico Angelina Jolie e quella di “Resident Evil” con la protagonista Milla Jovovich e il regista Paul W. S. Anderson (lo stesso del primo “Mortal Kombat”) che arriverà proprio l’anno prossimo con il suo, si spera, “Capitolo Finale”.

Ultimo della serie è stato quest’anno “Warcraft – L’inizio”, tratto dal MMORPG che conta il maggior numero di giocatori al mondo. Nonostante un budget di 160 milioni, gli effetti speciali della Industrial Light & Magic (quella di Star Wars per intenderci) e la pretesa di evento mondiale, riesce solo a delineare appena quell’universo infinito, di personaggi e sottotrame, che è il mondo di Warcraft. Le premesse erano ottime, ma pochi dialoghi, nemmeno tanta azione e una caratterizzazione dei personaggi deludente hanno fatto si che fosse un flop al botteghino americano con soli 47 milioni incassati. Nonostante questo è finora il film tratto da videogame con maggior incasso di sempre, grazie soprattutto al botteghino nei paesi asiatici, arrivando ad un totale di 433 milioni di dollari (segue a distanza il secondo classificato “Prince of Persia – Le sabbie del tempo” del 2010 con 336 milioni di incasso nel mondo).

Quello che potrebbe però potrebbe ribaltare le sorti del genere è una pellicola in uscita a dicembre di quest’anno (il 4 gennaio in Italia) “Assassin’s Creed”. Celeberrima saga di videogame del genere Avventura-Stealth, iniziata nel 2007 su Ps3 e Xbox360 dalla Ubisoft Montréal (la stessa di Prince of Persia), arriva finalmente al cinema con una produzione faraonica con un budget di 200 milioni di dollari. Protagonista del film è il superbo attore Michael Fassbender nella duplice veste di Callum Lynch e del suo antenato Aguilar de Nerha facente parte dell’Ordine degli Assassini. A detta del regista Justin Kurzel, che ha già lavorato con Fassbender in “Macbeth”, nel girare ha cercato di essere quanto più fedele al genere di trama presente nei vari giochi della serie, aggiungendo solo alcuni spunti originali. Ed è un gran bene questo visto che il punto forte del videogame è proprio una trama molto intricata e intrigante. In sintesi, in un futuro prossimo, è possibile tramite un macchinario delle immaginarie Abstergo Industries, detto Animus, accedere e rivivere in prima persona i ricordi di propri antenati. Questo porterà Callum a scoprire i ricordi del suo antenato Aguilar ai tempi dell’Inquisizione Spagnola e apprendere segreti e abilità degli Assassini per combattere l’Abstergo nel presente e i Templari nel passato. Quando si parla di cinema e videogiochi, come abbiamo visto, il successo non è garantito. Ma con “Assassin’s Creed” i videogiocatori di tutti il mondo incrociano le dita e sperano finalmente di sfatare l’equazione cinegames=bidone.

Basta questo per parlare di svolta? Forse si perché, a partire da quest’anno, sembra che le case cinematografiche stiano puntando a realizzare film su videogame che, già nel formato per console, abbiano una trama degna di nota. Prossimamente infatti verranno girati molti cinegames che fanno della trama, più che negli aspetti visivi, il loro punto forte. Tra questi da segnalare sono soprattutto Uncharted, The Last of Us e The Witcher.

Se le premesse saranno mantenute, al fianco dei cinecomics che oggi vanno per la maggiore, i cinegames potranno ritagliarsi uno spazio sempre maggiore, ma solo se riusciranno già da quest’anno a scrollarsi di dosso l’etichetta di b-movie.