Firenze, omicidio-suicidio: “Stasera la ucciderò e ucciderò anche me”

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Si tratta di omicidio-suicidio. Gli investigatori l’avevano capito subito. Ma adesso ci sono anche delle prove. «Voglio cominciare chiedendo scusa ai miei genitori che amo alla follia, e ai genitori di mia moglie», ha scritto. Poi un finale agghiacciante: «Stasera la ucciderò, e ucciderò anche me». Con queste parole scritte in una lettera, Mattia Di Teodoro ha confessato di voler uccidere prima la moglie e poi se stesso.

Il corpo di Mattia è stato ritrovato  in una Citroen bianca sul margine dell’Arno nel quartiere dell’Isolotto. Affianco a lui la moglie, Michela Nori. Il corpo sfigurato da una raffica di coltellate. Sul collo, sull’addome, sulle braccia. Lui, invece, un taglio netto all’addome e alla gola. A colpire il corpo della donna è stato il dolore, lo sconforto di una vita che avrebbe dovuto passare da solo: da quando i due si sono lasciati, Mattia è entrato in depressione. Poi la situazione è peggiorata quando grazie al gps della sua macchia è riuscito a scovare la moglie a casa del nuovo compagno.

Lei ha incominciato ad avere paura, ma in fondo era pur sempre suo marito. Così quando quella fatidica sera l’ha invitata ad uscire con al scusa di recuperare alcuni vestiti, lei si è fidata. Poi pochi metri più avanti, in un luogo più isolato, ha chiuso le sicure e ha preso il coltello. Dieci, venti coltellate fino a quando la moglie non si è accasciata sul sedile. Dopo è stato il suo turno.

A preannunciare questa tragedia non c’era solo quella lettera che Mattia aveva lasciato a casa. Ma anche alcuni messaggi mandati ad un amico, che però non l’ha mai creduto. Ad insospettire la polizia è stato proprio uno di questi sms: l’ho uccisa c’era scritto. Gli agenti si sono presentati a casa dei genitori della donna e poi nell’abitazione di via dei Massoni, dove la coppia viveva insieme fino allo scorso aprile. Ma Di Teodoro aveva già messo in moto il suo folle piano.

Omi