Grazie Francesco Totti: da un tifoso qualunque di una squadra qualunque

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grazie totti
Murales storico ritraente Francesco Totti. Fonte: Flickr

Ah Francè, stasera più che mai, mi sento in dovere di dirtelo. Grazie. Grazie di tutto. Grazie veramente.

 

Grazie per avermi fatto appassionare al calcio. Fin da piccolo, al di là della maglia. Vedevo quel numero 10 incantare tutti gli spettatori, dipingere meravigliose parabole, creare tiri che solo lui immaginava. Vedevo quel giocatore scrivere vere e proprie poesie con i piedi. Ed ogni volta pensavo tra me e me: “ma quanto è bello il calcio!“.

 

Il tempo ci ha fatto prendere strade diverse, ci ha fatto appassionare ad altri colori. Ma il mio amore trascende la maglia indossata. Ed anche per questo ti ringrazio. Grazie per avermi fatto amare così tanto qualcosa al di là del contesto in cui essa è inserita.

 

Ti ho preso come esempio, non mi hai mai deluso Francè. Grazie perché in qualsiasi campetto o strada in cui andassi a giocare, ad ogni rigore, andavo a batterlo dicendo agli altri miei compagni: “mo je faccio er cucchiaio!“. Gli esiti non erano gli stessi, ovvio. Ma il solo provarci mi faceva sentire felice.

 

Grazie Francè, perché dopo ogni gol mettevo il pollice in bocca a mo’ di ciucciotto indicando il cielo con l’altra mano. Perché volevo sentirmi anche io un po’ “pupone“. Anche se bimbo io lo ero davvero, a differenza tua che eri già tra i grandi del calcio.

 

Grazie Francè per tutti le campagne di beneficenza di cui ti sei fatto da portavoce fuori dal campo. Perché mi hai insegnato che i soldi non sono tutto nella vita. 

 

Grazie Francè per il 26 giugno 2006. Grazie per aver preso in mano quel pallone pesantissimo contro l’Australia. All’ultimo minuto. Con lo sguardo della tigre. Sapevo che non mi avresti deluso. Palla in rete e tutti a casa.

 

Ed infine grazie Francè, perché mi hai insegnato una delle cose più belle di questo sport. Mi hai insegnato che le favole esistono. Che nel calcio ci sono ancora bandiere. Che i soldi e le vittorie non valgono quanto l’amore per il proprio popolo, per i propri colori. Perché ci sono cose che non si possono né acquistare né vincere. E questo tu lo sapevi benissimo, l’hai sempre saputo. Trascorrere tutta la propria carriera nella stessa squadra non è un limite, anzi. E’ un’immensa forza. Un atto di estremo coraggio ed amore. Perché vincere è bello, ma vincere indossando la maglia che si ama lo è ancora di più.

 

Grazie Francè, con tutto il cuore.

Grazie.