Galeone, che strigliata ad Allegri: “Mentre faceva i cambi abbandonavo la televisione e andavo via”

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Massimiliano Allegri fonte foto: Di Photo by goatlingCropped by Danyele - Flickr (original photo), CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43735258
Massimiliano Allegri fonte foto: Di Photo by goatlingCropped by Danyele - Flickr (original photo), CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43735258

Giovanni Galeone ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, soffermandosi sul tecnico della Juventus Massimiliano Allegri. L’ex allenatore di Pescara, Udinese e Napoli ha avuto parole di elogio per il livornese, non risparmiandogli però qualche dura critica:

“Max è un livornese un po’ diabolico. Ai tempi del Pescara era un ragazzo bravissimo. Tutti pensano che Allegri sia un ragazzo leggero per la storia delle donne, come se agli altri piacessero le scimmie. In realtà Allegri è un professionista fantastico. Ha fatto pochissimo per quelle che erano le sue qualità. Però da ragazzo, per esempio, non aveva un vizio. Ieri come oggi non fuma, per fargli bere il secondo bicchiere di vino a cena con lui devo andare avanti fino alle due di notte. Negli spogliatoi era un leader naturale, non occorreva facesse niente. Si faceva sentire, capiva quando doveva dire le sue, le diceva tranquillamente”.

Sul Max allenatore“L’ultima sgridata è quella dopo il Genoa: dove si è inventato quella formazione. Dani Alves in difesa? Probabilmente nell’area avversaria aveva fatto il centrale, non nell’area sua. La penultima quella con il Bayern, mentre faceva i cambi abbandonavo la televisione e andavo via. Non si cambiano gli eroi, quella è una partita storica, non si fanno cambi. Quelli stavano facendo una partita storica e quindi dovevano giocare fino alla fine. Khedira non si reggeva in piedi? Che stramazzasse al suolo, ma in campo. Una volta tanto facciamo che ci sia bisogno di un eroe. Una partita perfetta, non c’era motivo di cambiare nulla”.