Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto. Un ribelle in cerca di libertà

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Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Paul Gauguin 1897
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Paul Gauguin 1897 Fonte Wikipedia

Una voce soave accompagna immagini dai colori brillanti, di un mondo esotico e paradisiaco dove la felicità e la libertà sembrano raggiungibili. Sembra uno di quei sogni destinati a finire con il suono assordante della sveglia, invece è tutto vero. Basta entrare in un cinema (ma solo dal 25 al 27 marzo, perché si sa che l’arte non paga), acquistare un biglietto per Gauguin a Tahiti – Il paradiso perdutoprendere posto dove più vi piace, ed aspettare che inizi la magia.

Questa nuova pellicola prodotta da Nexodigital fa parte del progetto “La grande arte al cinema” che ha come scopo di portare sul grande schermo le mostre e gli artisti più importanti al mondo, e far (ri)scoprire la bellezza di opere immortali, grazie alla potenza visiva della Settima Arte. A marzo è la volta di Paul Gauguin, forse uno dei pittori più silenziosamente ribelli del diciannovesimo secolo. Diretto da Claudio Poli, su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, curatore anche della sceneggiatura.

Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848, ma muore alle Isole Marchesi nel 1903, a più di 14 mila chilometri da casa. È un ribelle, intrappolato in una metropoli, piena di cliché, circondato da persone con una mentalità bigotta, che lui non riesce a sopportare. Contemporaneo degli Impressionisti, cerca un cammino indipendente dalle pennellate rapide dell’avanguardia, lascia quindi Parigi e si reca prima in Bretagna, per poi partire nel 1891 per Tahiti, dove finalmente troverà il suo paradiso.

“Mi affaccio sull’orlo dell’abisso. Una terribile smania d’ignoto mi fa compiere follie. Quando finalmente gli uomini comprenderanno il senso della parola libertà? Voglio fare un’arte semplice, correre, perdere il fiato e morire follemente. Che mi importa della gloria? Sono forte, perché faccio ciò che sento dentro di me.”

Con queste parole, tratte da Noa Noa, libro scritto da Gauguin durante gli anni a Tahiti, si apre il film. A narrare c’è Adriano Giannini, che con una voce calma ed un’interpretazione coinvolgente ci fa entrare nella vita del pittore, usando come tappe le sue opere immortali. La colonna sonora originale di Remo Anzovino accompagna lo spettatore tra i suoi quadri, che ora sono esposti nei grandi musei americani come il Metropolitan Museum of Art a New York o il Museum of Fine Art di Boston. Riusciamo ad ammirare opere come Il Cristo giallo, Ia Orana Maria, Lo Spirito dei morti veglia e Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, quest’ultimo considerato il suo testamento spirituale.

Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto è capace di farci fare un viaggio, stando seduti sulla poltrona di un cinema. Riesce a far evadere, almeno per un’ora e venti, tutti quelli che, a differenza di Gauguin, non sono ancora riusciti a trovare il loro angolo di paradiso.