Il 2017 sarà l’anno in cui Gemitaiz non ci consiglia niente?

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Il compromesso. Un’artista deve saper far convivere l’esigenza di esprimere la propria arte a quella di riuscire a permettersi una vita economicamente adagiata. Uno di questi bisogni, in assenza di un altro, causerebbe squilibrio e disarmonia, e a perderci non sarebbe soltanto il diretto interessato, ma sopratutto la sua coerenza in quanto artista.

 Gli inizi. Dagli albori della sua carriera musicale, è ciò che sta provando a perseguire Davide De Luca, rapper romano, conosciuto più comunemente con il nome di “Gemitaiz“, che ha cominciato a imprimere le sue prime rime su dei mixtape, raccolte di canzoni registrate su basi utilizzate già da qualcun altro, pubblicati in maniera totalmente indipendente – pratica molto diffusa in America – in cui la spesa di produzione è uguale all’incasso pervenuto: zero.

L’intento, almeno agli inizi, dunque dal 2006, è stato quello di farsi conoscere al pubblico, dando voce ai pensieri e ai problemi di un diciottenne della periferia romana, a contatto con situazioni difficili e disagianti.

 L’Honiro Label e il primo “Qvc”. I primi riscontri si sono avuti solo tre anni dopo, quando è entrato a far parte dell’Honiro Label, etichetta discografica indipendente romana. Il suo scopo era stato realizzato, riuscendo da giovanissimo negli obbiettivi che si era prefissato. Però si sa, col tempo le persone cambiano, cercano nuovi traguardi da raggiungere e si rinnovano in ambizione e determinazione, e se poi da ventunenne hai già vinto la tua sfida personale, allora ti senti pronto per la sfida con gli altri, col mondo intero.

Il 2010 è un anno di svolta per la carriera del rapper romano: viene pubblicato il primo capitolo della collana di mixtape “Quello Che Vi Consiglio” (abbreviato in “Qvc”), e la cerchia dei suoi ascoltatori, dalla prima uscita della saga – perché tale viene considerata dai suoi fan e dagli appassionati del genere-  passando per la seconda e la terza, pubblicate con cadenze annuali, si arricchisce notevolmente, fin quando Gemitaiz non si sente pronto per il grande passo: dare vita al suo primo album in studio dopo molti anni di “gavetta”. Sì, perché quello di cui Davide De Luca necessita ancora, dopo il consenso del pubblico, è il plauso della critica, plauso che solo un disco può far ottenere.

 

Primo album. Corre l’anno 2013, e il rapper pubblica con la sua nuova etichetta (la Tanta Roba) “L’unico compromesso”. Il titolo dell’album è emblematico e racchiude il concetto che all’inizio dell’articolo abbiamo espresso: il compromesso sta nel dar spazio alla propria arte e far sì che questa dia da vivere, ciò accade se è presente in essa una dose di “commercialità”.

Il disco ottiene un buon responso, proprio quello che si aspettava, ma è buona la prima per essere un “esordiente”.

Nello stesso anno di lancio del primo album, viene pubblicato “Qvc 4”, e, paradossalmente, pare riscuotere quasi più successo del lavoro in studio, a testimonianza che i fan apprezzino più la sua parte “underground”.

 

“Kepler”, secondo album. Il 2014 è l’anno del bis: Gemitaiz, insieme ad un altro immancabile mixtape (il quinto della serie), pubblica “Kepler”, un album in collaborazione con MadMan, collega e amico di una vita, e dopo neanche due mesi ottengono il disco d’oro – certificazione data alla vendita delle 25 mila copie.

 

“Nonostante tutto”, la consacrazione. Due anni dopo, arriva la consacrazione definitiva del “fenomeno” romano: “Nonostante tutto” è l’album che gli permette finalmente di brillare di luce propria, con la bellezza di tre certificazione ottenute (oro per il disco, come anche per il singolo “Forte”, mentre per “Bene” è addirittura platino), e che gli permette di affermarsi in maniera più mainstream rispetto al suo percorso.

Alcune sue canzoni passano anche in radio, Gemitaiz inizia ad essere sulla bocca di tutti, ma nessuno dei suoi fan grida allo scandalo: Davide ha tagliato la linea di un altro traguardo, gradualmente, con difficoltà magari, ma ce l’ha fatta, ed è per questo che nessuno gli volta le spalle, perché sanno che si parla di un arrivista, di un ragazzo che ottiene ciò che vuole, col sudore, la grinta e la lealtà che da sempre lo contraddistinguono, ed è proprio quest’ultima che lui ritiene la virtù più importante, sia nel fare la sua musica sia al di fuori.

 

Niente Qvc 8, si lavora all’album. E proprio con la lealtà che gli è peculiare, ha comunicato sui social che quest’anno, dopo sette anni ininterrotti, non ci sarà nessun “Qvc”, perché dedito a concentrarsi sull’uscita del nuovo album.

I fan alzano le mani, perché giustificano e capiscono la sua decisione. Ciò è anche indicativo per il futuro? Gemitaiz rinuncerà a “regalare” canzoni per pensare a scrivere più dischi?
Chi vivrà vedrà, ma sicuramente rimane l’amaro in bocca nel veder mancare un appuntamento che, oramai, era diventato un cult della scena rap italiana. La saga continuerà ancora, ci rassicura il rapper, ma non quest’anno. Perché il tempo cambia le ambizioni, e molti si chiedono cosa sarà in grado di tirar fuori dal cilindro Davide De Luca, ora che questo è il vero e proprio primo anno in cui “mette la testa” su un solo progetto.
Gemitaiz pigliatutto. Di sicuro, seppur non detto, ci ha consigliato anche nel 2017: pure la partita perfetta prevede dei sacrifici. I fan accettano il sacrificio dell’ottava uscita del mixtape, e adesso starà a lui ripagarli con l’uscita del “disco perfetto”.

Ha voluto essere conosciuto del pubblico, e l’ha ottenuto.

Ha voluto il plauso della critica, e sono arrivate le certificazioni.

La domanda è a cosa mirerà questa volta, ma siamo sicuri di una cosa: qualsiasi sarà il suo obiettivo, lo conseguirà con successo.